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Pnrr, convegno a Spoleto sul fondo complementare aree sisma

Written by on 21/05/2022

Pnrr, convegno a Spoleto sul fondo complementare aree sisma

Per la presidente della Regione Umbria, si tratta di un'opportunità straordinaria per la rinascita dei territori

21/05/2022

Pnrr ricostruzione post sisma

Un cantiere della ricostruzione post sisma

Ripartire oggi: opportunità di sviluppo per le aree del sisma. Attuazione Fondo Complementare Pnrr Aree Sisma 2009-2016, è stato il tema del convegno che si è svolto nel pomeriggio di venerdì 20 maggio a Spoleto, presso il Complesso Monumentale di San Nicolò, promosso da Regione Umbria, Sviluppumbria e dal Commissario Straordinario Ricostruzione Sisma.

All’incontro, hanno partecipato, la presidente della Regione, l’assessore regionale alla Programmazione Europea, Turismo e Cultura, l’amministratore unico di Sviluppumbria, e inoltre: Giovanni Legnini, Commissario Straordinario Ricostruzione Sisma 2016; Fausto Cardella, coordinatore legalità del Commissario Straordinario; Romano Benini, Coordinatore della Segreteria tecnica del Piano complementare per le aree dei sismi; Carlo Castaldi, della Divisione Programmi operativi Invitalia; Grazia Precetti, Divisione Incentivi e innovazione di Invitalia, e il Direttore allo Sviluppo economico della Regione Umbria. I lavori sono stati coordinati dal giornalista de Il Messaggero, Italo Carmignani, e introdotti dal saluto del sindaco di Spoleto.

“Un nuovo tassello verso la ricostruzione e la rigenerazione dei territori colpiti dal sisma -ha affermato la presidente della Regione Umbria, concludendo i lavori del convegno- Un ulteriore passo in avanti, dopo i molteplici fatti negli ultimi tre anni che hanno visto nei giorni scorsi, ad esempio, partire a Castelluccio anche la ricostruzione privata, e che riguarderà non solo la ricostruzione degli edifici, ma coinvolgerà anche la mobilità, la digitalizzazione, la rigenerazione urbana e il rilancio economico del territorio”.

Obiettivo dell’incontro era presentare alle imprese e alle istituzioni del territorio le opportunità di sviluppo offerte dall’attuazione del Fondo Complementare Pnrr Aree Sisma 2009-2016, la cui straordinaria importanza è stata richiamata nel suo intervento di conclusione del convegno dalla stessa Presidente della Regione.

“All’accelerazione della ricostruzione materiale -ha sottolineato- si affianca, dunque, il successo di avere ottenuto questo Fondo speciale nel Pnrr al fine di una vera e propria rinascita dell’intero tessuto sociale.

Una sfida che ci vede tutti coinvolti che dovrà portare ad utilizzare al meglio le enormi potenzialità che questi territori hanno”.

Fondo complementare al Pnrr articolato in due Macromisure

 Nel corso dei lavori, è stato sottolineato che il Fondo complementare al Pnrr destinato alla ripresa socio-economica dei crateri degli eventi sismici del 2009 e 2016 è dotato di risorse per 1,78 miliardi di euro ed è articolato in due Macromisure.

La Macromisura A, Città e paesi sicuri, sostenibili e connessi, che assegna un miliardo e ottanta milioni di euro a investimenti infrastrutturali e di rigenerazione territoriale, e più in particolare si occupa di innovazione digitale, finanziamento di comunità energetiche, recupero e rifunzionalizzazione di edifici pubblici, produzione di energia e calore da fonti rinnovabili, rigenerazione urbana e territoriale, infrastrutture e mobilità. La Macromisura B, Rilancio economico e sociale, ha risorse complessive di settecento milioni di euro che finanziano per gran parte misure per la nascita di nuove imprese, per il turismo, la cultura, lo sport e l’inclusione, per la valorizzazione ambientale, l’economia circolare e il ciclo delle macerie oltre che la prima rete integrata per l’innovazione e la ricerca che coinvolge tutte le Università delle quattro Regioni (Umbria, Marche, Abruzzo e Lazio) e i principali Istituti di ricerca.

In Umbria è previsto il Centro per la digitalizzazione, valorizzazione, conservazione e fruizione dei beni culturali e ambientali. Mentre per la maggior parte dei progetti della misura A è già partito l’iter per la progettazione e realizzazione, e sono stati assegnati i Codici unici di progetto (CUP), la gran parte delle misure B, tranne la rete dei centri di ricerca, è pensata per articolarsi in bandi. I primi due, per un valore di centottanta milioni di euro, sono al vaglio della Commissione Europea per le valutazioni che riguardano l’intensità degli aiuti di Stato previsti a favore delle imprese, e dovrebbero essere pubblicati entro il mese di maggio. Le risorse di questi primi bandi sono destinate ai Contratti di Sviluppo di carattere industriale, delle attività turistiche o per la tutela ambientale nelle aree colpite dal sisma, compresi investimenti per il riuso delle macerie in un’ottica di economia circolare.

 “Con il Piano Nazionale Complementare sisma -ha affermato Commissario straordinario Legnini- alla ricostruzione fisica del patrimonio edilizio e infrastrutturale, si aggiunge una vera e propria strategia di rigenerazione e sviluppo dei territori dell’Appennino centrale colpiti dai terremoti del 2009 e 2016 e dalla crisi legata alla pandemia. I programmi varati dalla Cabina di coordinamento integrata, dove sono rappresentati il Governo centrale, le Regioni e i Comuni, sono ambiziosi e riguardano infrastrutturazione digitale, ferroviaria e stradale, la rigenerazione urbana e le strutture turistiche, il sostegno agli investimenti produttivi e all’imprenditorialità diffusa.

Si tratta, di un Piano con il quale i territori del Centro Italia potranno invertire la tendenza all’abbandono e allo spopolamento che preesisteva ai terremoti”.


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