MotoGP, papà Petrucci, 10 anni belli ma ora la Dakar è il sogno di Danilo

Written by on 14/11/2021

MotoGP, papà Petrucci, 10 anni belli ma ora la Dakar è il sogno di Danilo

A Valencia il pilota ternano delle due ruote corre il suo ultimo MotoGP, dopo 168 gare di categoria, 10 podi e due primi posti

14/11/2021

Di Box Repsol - 06 GP Mugello 30, 31, 1 y 2 de junio de 2019. Circuito de Mugello, ITALIA, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=83508095

“Sono stati dieci anni molto belli, un crescendo che ci ha portato anche qualche soddisfazione. Ora ci aspetta un’altra avventura: la Dakar era un sogno di Danilo e lui è pronto a realizzarlo”. A parlare con l’agenzia Ansa, alla vigilia dell’ultima gara in MotoGP di Danilo Petrucci, è il padre del motociclista ternano, Danilo Petrucci senior.

Dalla sua abitazione di Terni seguirà il gran premio insieme all’altro figlio Francesco (biker professionista), mentre la moglie Neviana è volata a Valencia per stare accanto a Danilo. “Siamo stati sempre molto presenti – racconta Danilo senior – da quando nostro figlio ha iniziato ad andare in moto per gioco davanti casa, fino a quando la cosa è diventata sempre più seria. È stata la sua tenacia ad aprirgli le porte della MotoGP e, soprattutto, a farlo rimanere in mezzo a tanti campioni in questi anni”.

La carriera di Petrucci nel MotoGP

Dalla stagione 2012 Petrucci, 31 anni, ha corso 168 gare nella massima categoria, ottenendo in totale 10 podi, tra cui due primi posti, al Mugello nel 2019 e a Le Mans nel 2020.

“E pensare – ricorda Danilo senior – che, il primo anno, nelle prime gare con una moto costruita in casa, montata in un garage, Stoner ci dava 40 km/h. Ogni domenica c’era da combattere, sembrava di giocare un derby tra disperati, noi con le moto ‘non ufficiali’. Ma dopo tanto bussare, Danilo è riuscito a farsi strada e poi ad approdare alla Ducati. Ne ha prese tante, come Rocky, ma non si è mai arreso”. Fino alla prima vittoria al Mugello, davanti a Marquez e Dovizioso.

La sua vittoria più bella

“È arrivata in Italia, per di più il 2 giugno, più di così non poteva chiedere”, commenta il padre, dal quale il centauro ha ereditato la passione per le due ruote. Quando ha vinto in Francia, l’anno dopo, un gruppo di tifosi ternani al ritorno lo ha accolto in città con una festa a sorpresa e Danilo “all’inizio pensava fosse una protesta degli operai dell’acciaieria, non si aspettava quell’accoglienza. Perché lui è rimasto così – continua Danilo senior -, umile e schietto. E la città gli ha dimostrato un grande attaccamento e un affetto meraviglioso”. Come gli attestati di stima, professionali e umani che in molti, in questi giorni, gli hanno manifestato anche tra colleghi e uomini del settore.

E ora il ‘sogno’ della Dakar

“Sicuramente – conclude il padre – lascerà un buon profumo. Ora è cosciente che alla Dakar lo aspetta il gotha del motociclismo e che dovrà combattere con altri nomi altisonanti. C’era un’opportunità di correre negli Stati Uniti, ma lui l’ha rifiutata per andare proprio alla Dakar. Immagino che sarà una cosa altrettanto bella. Vissuta con entusiasmo e passione, come questi anni in MotoGP”.


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