Perugia, parte l’ospedale da campo. Sarà “osservazione breve intensiva” del pronto soccorso

Written by on 10/03/2021

Perugia, parte l’ospedale da campo. Sarà “osservazione breve intensiva” del pronto soccorso

Al lavoro nell'ospedale da campo i medici del pronto soccorso e delle discipline equiparate alla medicina d'urgenza

10/03/2021

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L'interno dell'ospedale da campo allestito dalla Regione Umbria, davanti al 'Santa Maria della Misericordia' di Perugia

PERUGIA – Da mercoledì è aperto ufficialmente l’ospedale da campo della Regione Umbria realizzato con risorse della Banca d’Italia e collocato a ridosso del Santa Maria della Misericordia di Perugia. Al momento la struttura sarà usata come “osservazione breve intensiva” del pronto soccorso per pazienti acuti Covid. Decisione che è arrivata “dopo un’attenta analisi della situazione e delle opportunità migliori al momento”, come ha annunciato nel corso di una video conferenza stampa il direttore generale dell’Azienda ospedaliera perugina, Marcello Giannico, che ha illustrato quindi le caratteristiche e le modalità con cui funzionerà inizialmente la struttura da campo.

Spazi che quindi sono stati ridisegnati, come ha spiegato Giannico, anche “per diversificare il percorso sporco da quello pulito, risolvendo quindi un problema strutturale di separazioni in fase di ricovero, permettendo pure un migliore flusso delle ambulanze”. Come ospedale S. Maria della Misericordia, dal 6 febbraio, quando la Protezione civile ha consegnato in comodato l’ospedale da campo, “siamo potuti entrare per valutare le migliorie da fare per poter operare in sicurezza” ha ricordato Giannico. “Il lavoro va ancora avanti – ha aggiunto – e visto che l’osservazione intensiva necessita di formazione specifica, gli operatori sanitari che dovranno lavorare nell’ospedale da campo stanno seguendo anche un corso con consulenti esperti nella gestione d’emergenza in situazioni disagiate”.

Numeri e funzionamento

Come ha annunciato ancora il dg, l’Ospedale da campo sarà coordinato dal direttore del pronto soccorso, Paolo Groff, il quale gestirà inizialmente 10 posti letto di osservazione breve intensiva (spazio nel quale il paziente viene controllato ed eventualmente stabilizzato per far sì che nelle 24 ore successive sia ricoverato o dimesso) che potranno aumentare, se necessario, fino a 22. Posti di degenza covid che verranno utilizzati – è stato sottolineato – attraverso la collaborazione dell’organico del pronto soccorso, ma anche grazie ad alcuni chirurghi appartenenti alle discipline equiparate alla medicina d’urgenza. Da quanto ha annunciato Groff, sono quattro quelli che entrano in organico, rimanendo al pronto soccorso insieme agli attuali 13 medici, mentre saranno sette i sanitari che lavoreranno alla struttura da campo.

“Dalla fine di novembre – ha spiegato Giannico – i 10 posti che l’Azienda aveva di osservazione breve intensiva li ha fatti diventare a tutti gli effetti posti per acuti Covid. Nessun paziente attualmente rimane in osservazione al pronto soccorso per 24 ore. E se trasferiamo pazienti all’ospedale da campo significa che stiamo curando pazienti acuti Covid, esattamente come previsto dalla destinazione d’uso della struttura. Prenderemo così tutti i pazienti sospetti Covid o conclamati per ricoverarli in prima battuta all’interno dell’ospedale da campo”. Per Giannico “non c’è stato nessun cambio di destinazione d’uso e nessuna sottrazione”, nemmeno per la questione delle terapie intensive. “Le 8 postazioni trasferite ora all’interno dell’ospedale di Perugia presso il blocco operativo Trancanelli – ha affermato – saranno riportate nell’ospedale da campo quando ce ne sarà l’esigenza. C’erano posti letto che potevano essere spostati e abbiamo ritenuto opportuno non dispendere questa possibilità ed anche per una scelta precisa: finché possibile i pazienti di terapie intensive li tratteremo dentro le mura ospedaliere, perché ci sono vantaggi come la brevità dei percorsi”.


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