Perugia, cinque imprenditori arrestati per frode fiscale dalla Guardia di Finanza

Written by on 10/02/2021

Perugia, cinque imprenditori arrestati per frode fiscale dalla Guardia di Finanza

Sono accusati di 'Mercato di crediti Iva inesistenti'. Nel corso dell'operazione, partita a seguito di un'inchiesta della Procura del capoluogo umbro,sequestrati beni per 8 milioni

10/02/2021

Il Nucleo di polizia economica e tributaria della Guardia di Finanza di Perugia

PERUGIA- Cinque imprenditori sono stati condotti agli arresti domiciliari dagli agenti della Guardia di Finanza, accusati di frode fiscale, assieme a quattro professionisti sospesi per un anno. Questo, a seguito di un’inchiesta della Procura di Perugia che ha chiesto e ottenuto dal Gip le misure cautelari a carico dei nove ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale nonché di autoriciclaggio dei proventi illeciti dell’evasione fiscale.

Nel corso dell’operazione, sono stati, inoltre, sequestrati preventivamente  otto milioni di euro in denaro, immobili e beni a carico di quattordici persone e sei società.

La truffa, secondo gli inquirenti, riguardava crediti Iva inesistenti e l’intestazione fittizia a prestanomi nullatenenti, il più delle volte con precedenti penali specifici, di società inattive; ovvero, l’utilizzo della ragione sociale all’insaputa del contribuente, con l’ausilio di professionisti compiacenti che, di volta in volta, si sono occupati della trasmissione delle dichiarazioni o dell’apposizione del visto di conformità, richiesto dalle disposizioni normative, per avvalorare la veridicità del credito. I crediti Iva inesistenti venivano, quindi, ceduti a società gestite dall’organizzazione che provvedevano a chiederne il rimborso.

L’indagine del Nucleo di polizia economica e tributaria della Guardia di Finanza di Perugia ha preso il via dall’analisi di contratti di cessione del credito apparsi subito sospetti, sia perché coinvolgevano sempre gli stessi professionisti che per la rapida alternanza nelle cariche societarie anche con nullatenenti o sconosciuti al fisco.

“Gli accertamenti svolti -spiega il procuratore capo Raffaele Cantone– hanno permesso, acclarare l’esistenza di un’associazione criminale che, nel tempo, ha costituito e gestito un vero e proprio mercato di crediti Iva inesistenti, con lo scopo di commercializzarli e riciclare i proventi illeciti, attraverso il trasferimento delle somme di denaro a persone compiacenti e società, anche estere, in assenza di rapporti economici e commerciali”.

Gli investigatori delle Fiamme gialle per ricostruire i presunti responsabili e fare luce sul meccanismo di frode hanno compiuto una lunga serie di accertamenti finanziari, oltreché proceduto ad acquisizioni documentali e di informazioni da parte di persone informate sui fatti, ma anche mediante servizi di appostamento e osservazione dei soggetti indagati.

L’esito delle indagini ha convito sia la Procura di Perugia che il Gip che ha firmato le misure cautelari ai nove soggetti accusati, per pericolo di reiterazione dei reati, rilevandone sia la gravità dell’attività illecita protrattasi nel tempo né cessata, ma anche come il conseguimento di profitti illeciti significativi renda praticamente certo» che gli indagati se non sottoposti ad adeguata misura, possano continuare la precedente attività, con gravissimo danno per l’Erario.


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