Panicale, un Natale più caldo grazie alle ospiti delle Residenze protette

Written by on 16/12/2020

Panicale, un Natale più caldo grazie alle ospiti delle Residenze protette

Donate alla locale Caritas parrocchiale, le sciarpe colorate realizzate a maglia dalle ospiti delle Rp 'Olindo Brancaleoni' e 'San Sebastiano' della Asl 1

16/12/2020

Le sciarpe colorate realizzate a maglia dalle ospiti delle Rp 'Olindo Brancaleoni' e 'San Sebastiano' della Asl 1

PANICALE- Sarà un Natale più caldo a Panicale, grazie alle ospiti delle Residenze protette Olindo Brancaleoni e San Sebastiano della Asl 1. Le loro preziose e mantenute capacità manuali, unite al desiderio di rendersi utili per il prossimo, hanno dato vita ad un progetto di aiuto locale.

Le stesse anziane, infatti, che in questi mesi vedono limitata la loro possibilità di incontro con l’esterno, sono uscite sul territorio attraverso i loro lavori fatti a maglia. Tante sciarpe colorate, eseguite sapientemente ai ferri, che questa mattina sono state ritirate dal parroco don Alessandro Segantin, affinché vengano donate attraverso la Caritas parrocchiale ai cittadini più in difficoltà. I volontari, aggiungeranno questi manufatti ai pacchi natalizi che verranno consegnati alle famiglie indigenti del territorio per trascorrere un Natale più caldo.

“Si tratta di un progetto di collaborazione e sussidiarietà orizzontale -spiega l’assistente sociale delle Rp di Panicale Elisa Cinti– in cui il dentro e il fuori è riuscito a connettersi e a ricamare una relazione di aiuto, che speriamo possa scaldare sia le famiglie individuate, ma anche tutta la comunità locale che ancora una volta ha dimostrato di essere viva e solidale. Le anziane sono già pronte a rimettersi all’opera per nuovi progetti manuali e dalle Rp viene lanciato l’appello a donare la materia prima. Chi ha della lana  la può fornire -conclude Elisa Cinti-le ospiti saranno ben felici di riceverla e trasformarla”.

La bella iniziativa si pone in continuità con il progetto Il cuore in un filo che il Comune di Panicale aveva avviato durante la prima fase di emergenza sanitaria.

“La nostra comunità -dice il vice sindaco, Anna Buso– non smette di preoccuparsi di chi sta soffrendo maggiormente in questo periodo di emergenza sanitaria Covid 19. Inoltre, si dà modo alle ospiti delle strutture di riempire le loro giornate con attività stimolanti e che mettono a frutto le loro competenze”.


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