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Navigator, sindacati: “In Umbria, dal primo agosto, 22 a casa”

Written by on 30/06/2022

Navigator, sindacati: “In Umbria, dal primo agosto, 22 a casa”

I rappresentanti dei lavoratori parlano di una "non scelta" incomprensibile della Regione

30/06/2022

navigator umbria

Il Centro per l'impiego

Anche i navigator restano senza lavoro: in cinque regioni, tra cui l’Umbria non si è proceduto con la proroga dei contratti. Dopo che a fine aprile era scaduto il  Co.co.co, infatti, 1.618 navigator in tutta Italia, lo scorso 1 giugno, sono stati ricontrattualizzati da Anpal servizi, come previsto dal Dl Aiuti, non solo per occuparsi dei beneficiari del reddito di cittadinanza, ma anche dei percettori del programma nazionale Gol (Garanzia occupabilità dei lavoratori). Il decreto Aiuti ha stabilito però una durata contrattuale di due mesi per i navigator, lasciando alle regioni la possibilità di concedere un’ulteriore proroga di tre mesi, ovvero fino al 31 ottobre, con una comunicazione da inviare al ministero del Lavoro entro il 23 giugno.

Regione Umbria non comunica la proroga

E qui arriva la decisione della Regione Umbria che, “nel più totale silenzio – scrivono in una nota i sindacati dei navigator, Nidil Cgil, Felsa Cisl e Uiltemp dell’Umbria -, ha deciso di lasciare a casa a partire dal 1 agosto prossimo 22 lavoratori altamente qualificati che da agosto 2019 prestano assistenza tecnica presso i Centri per l’Impiego del territorio per il funzionamento del reddito di cittadinanza: i cosiddetti navigator”. I rappresentanti dei lavoratori rimarcano come, dopo l’interruzione nel mese di maggio dei contratti di questi lavoratori, il ministero del Lavoro abbia trovato una soluzione: l’articolo 34 del DL aiuti prevede la ricontrattualizzazione per tutti, all’interno di Anpal Servizi, per la durata di due mesi e una proroga di ulteriori tre, subordinata però alla richiesta da parte delle singole Regioni, ma garantendo per l’intero periodo la copertura finanziaria. “In pratica – spiegano Vanda Scarpelli, Rocco Ricciarelli e Roberta Giovannini per Nidil Cgil, Felsa Cisl e Uiltemp Uil dell’Umbria – le Regioni erano chiamate ad esprimersi sull’utilizzo di queste professionalità per ulteriori tre mesi, entro il 23 giugno. Ad oggi, 29 giugno – data del comunicato stampa -, risulta che solo cinque Regioni non abbiano espresso alcuna volontà: Piemonte, Lombardia, Veneto, Campania e Umbria, creando tra l’altro una ingiustificata disparità ed una insostenibile geografia variabile che penalizza 538 lavoratori, fino a ieri considerati indispensabili a detta delle medesime Amministrazioni. Il tutto, per quanto riguarda la nostra Regione, nel più ‘assoluto silenzio, visto che l’assessore Fioroni e la presidente Tesei non hanno mai nemmeno risposto alle reiterate richieste di incontro e di confronto sul tema, da parte delle organizzazioni sindacali, decidendo di fatto di mettere alla porta dei lavoratori senza mai nemmeno incontrarli. Questo avviene – concludono i sindacalisti – mentre il piano di potenziamento dei Centri per l’impiego dell’Umbria è ancora lungi dall’essere completato e a breve dovrà prendere il via il programma PNRR GOL (Garanzia occupabilità dei lavoratori), che comporterà nuovi obiettivi da conseguire entro la fine dell’anno per gli stessi centri per l’impiego, e quindi un carico di lavoro al quale il cpi allo stato attuale non è in grado di far fronte”.

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