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A Narni ‘scoperti’ nuovi affreschi nella chiesa di San Francesco

Written by on 12/12/2021

A Narni ‘scoperti’ nuovi affreschi nella chiesa di San Francesco

12/12/2021

Restauro di un nuovo ciclo di affreschi nella cappella di San Giuseppe a Narni

Compie ulteriori passi in avanti il restauro del ciclo pittorico, con storie della vita di San Giuseppe e della Vergine Maria, che decora la cappella di San Giuseppe, nella chiesa di San Francesco di Narni. Dopo il recupero della scena dell’ Adorazione dei Magi con Fuga in Egitto, sostenuta economicamente dai visitatori e dall’associazione Patrons of the Arts, una donazione da parte della Sangraf Italy di Narni Scalo ha permesso il recupero di altre due riquadri della parete sinistra della cappella, quelle del Miracolo del Ramoscello Fiorito, per un totale di circa 22 metri quadri.

L’intervento – eseguito da Simone Deturres della Arianova 999 sotto l’alta sorveglianza della dottoressa Stefania Furelli della Soprintendenza dell’Umbria – è stato inaugurato sabato pomeriggio con un evento a cui hanno preso parte tra gli altri, oltre al restauratore, l’amministratore delegato di Sangraf Italy Mauro Bistrot, il presidente dell’associazione Paideia (che gestisce la chiesa), Giorgio Sebastiani, e il sindaco di Narni, Francesco De Rebotti.

La cappella di San Giuseppe

L’antica cappella della confraternita di San Giuseppe è un vasto ambiente voltato a botte di oltre 50 metri quadri, che ospitava in precedenza la sagrestia dei frati conventuali. A decorarla interamente, tra il 1570 e il 1571, fu il pittore narnese Alessandro Torresani, che utilizzò un maestoso apparato decorativo di matrice manierista impostato su quadri che rimandano alla vita di Giuseppe, Maria e di Gesù bambino. Per la costruzione delle scene il pittore prese spunto anche dalle narrazioni dei Vangeli Apocrifi, ed in particolare del Protovangelo di Giacomo, composto tra il 140 ed il 170.

Storia della cappella

“Quando la Confraternita di san Giuseppe si trasferì in altro luogo – spiega Deturres -, l’ambiente divenne sacrestia della chiesa di san Francesco e fu completamente imbiancato, coprendo i pregevoli affreschi realizzati soltanto pochi decenni prima, estesi su oltre 190 metri quadri. Questo nascose le pitture ma contribuì anche a preservarle”. Fino a quando, intorno agli anni ’60 del 1900, non furono riportate in luce rimuovendo lo strato di scialbatura con un’azione meccanica con strumenti inidonei, nello specifico cocci di bottiglia. Le opere versano dunque in cattive condizioni conservative tanto da suscitare l’avvio di una attività di raccolta fondi per il loro recupero promossa dall’associazione Paideia.

Le scene del Miracolo del Ramoscello Fiorito

“I lavori di recupero delle scene del Miracolo del Ramoscello Fiorito – commenta Sebastiani – hanno richiesto circa tre mesi e hanno permesso di raggiungere il restauro, in totale, di una superficie tra il 25 e il 30% di quella dipinta. A breve, in maniera insperata, riusciremo a completare l’opera”. L’intero ciclo pittorico sarà infatti sottoposto a restauro grazie ad un cospicuo contributo economico da parte della Fondazione Carit, che procederà all’affidamento del lavoro, la cui durata è prevista in circa otto-dieci mesi, con inizio nella primavera 2022. L’intervento di restauro degli affreschi ha inoltre già previsto anche alcune operazioni integrative di pulizia e sistemazione delle superfici interne del corridoio di comunicazione tra la cappella e l’abside della chiesa, oltre alla riapertura della porta che permette di accedere alla scala a chiocciola, progettata dall’architetto perugino Ottaviano Schiratti e messa in opera nel 1573, per salire al vano sovrastante la cappella.


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