Monica Guerritore inaugura la Stagione di Prosa al Morlacchi di Perugia

Written by on 12/10/2021

Monica Guerritore inaugura la Stagione di Prosa al Morlacchi di Perugia

Dal 13 al 17 ottobre, in scena con 'L'anima buona del Sezuan' di Bertold Brecht

12/10/2021

Monica Guerritore (L’Anima buona di Sezuan)

Monica Guerritore interprete e regista de 'L'anima buona del Sezuan' di Bertold Brecht

Monica Guerritore, con L’anima buona del Sezuan di Bertold Brecht inaugura la Stagione di Prosa 2021-2022 al Teatro Morlacchi di Perugia, organizzata dallo Stabile dell’Umbria. Da mercoledì 13 a domenica 17 ottobre, il testo del drammaturgo tedesco va in scena nel capoluogo umbro nella traduzione di Roberto Menin, per la regia della stessa Guerritore nella versione scenica che Giorgio Strehler realizzò per il Piccolo di Milano nel 1981.

Un omaggio di Monica Guerritore al più grande regista teatrale europeo

“Copio la versione scenica del mio Maestro -racconta l’attrice- e la riporto al pubblico che non l’ha vista. Senza copie nessun opera d’arte sarebbe arrivata a noi. Mi misuro con il passato per togliergli, come scrive Pirandello nei Giganti della montagna l’impalpabilità del non-essere. E non ho paura. Poggio sulle spalle di un gigante. I grandi testi sono immortali germinatori di nuove visioni, versioni, a indicare il tempo in cui vengono letti compresi e rielaborati, ma le versioni sceniche che, come nel caso di Strehler, hanno la grandezza di un opera d’arte si perdono. Mentre oggi quella versione di Strehler è lo specchio di quello che stiamo diventando”.

Nella capitale della provincia cinese del Sezuan giungono tre dèi alla ricerca di qualche anima buona e ne trovano solo una, la prostituta Shen Te, che li ospita per la notte. Il compenso inaspettato per tale atto di bontà è una tonda sommetta, mille dollari d’argento, ossia, per Shen Te, la possibilità di vivere bene. Ma il compenso è accompagnato dal comandamento di continuare a praticare la bontà.

La povera Shen Te apre una tabaccheria e si trova subito addosso uno sciame di parassiti, falsi e veri parenti bisognosi, esigenti fino alla ferocia, da cui è costretta a difendersi.

Per farlo, una notte, si traveste da cugino cattivo, Shui Ta, spietato con tutti. A complicare la situazione però interviene l’amore.

“Nell’Anima Buona -spiega Monica Guerritore- c’è tutta la tenerezza e l’amore per gli esseri umani costretti dalla povertà e dalla sofferenza a divorarsi gli uni con gli altri, ma sempre raccontati con lo sguardo tenero e buffo di chi comprende. In questa parabola drammatica fatta di esseri straniti e buffi, succubi nei gesti e imperiosi come lo sono i servi del sistema, lo sdoppiamento del buono e del cattivo ci riguarda. L’uomo è portato al bene. Il male è contro natura. È faticoso. Per sopravvivere è necessario zittire la bontà e indossare denti d’oro e ghigno brutale? In questi anni durissimi solo il teatro può raccontarci dal di dentro, rendendoci consapevoli delle maschere ringhianti che stiamo diventando. Ecco la scelta di riportare oggi in scena l’Anima buona di Sezuan.

Il grande testo di Brecht -conclude l’attrice e regista- ha visto nella versione scenica di Strehler lievitare la sua anima incerta e umana e oggi raccontare a noi stessi nel nostro scoprirci un popolo dalle maschere di cattivi. Mettere in scena questa meravigliosa parabola risponde alla missione civile e politica del mio mestiere”.

Da segnalare, che giovedì 14 ottobre, alle 17,30, al Teatro Morlacchi, Monica Guerritore e la Compagnia (Matteo Cirillo, Alessandro Di Somma, Vincenzo Gambino, Nicolò Giacalone, Francesco Godina, Diego Migeni e Lucilla Mininno), partecipano all’incontro con il pubblico tenuto da Alessandro Tinterri, docente di Storia del Teatro e dello Spettacolo e di Storia e Critica del Cinema dell’Università di Perugia.

 


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