L’emergenza Covid non ha fermato l’Università degli Studi di Perugia

Written by on 22/12/2020

L’emergenza Covid non ha fermato l’Università degli Studi di Perugia

"Un anno difficile, ma l'Ateneo ha continuato a lavorare" Così il Rettore Maurizio Oliviero, in occasione della cerimonia di auguri di fine anno

22/12/2020

Università di Perugia

L'ingresso del Rettorato dell'Università degli Studi di Perugia

PERUGIA- L’emergenza sanitaria Covid non ha fermato l’attività dell’Università degli Studi di Perugia.  A sottolinearlo, è stato il Rettore, Maurizio Oliviero, in occasione della cerimonia di auguri di fine anno, proposta in streaming. Presenti il pro Rettore, Fausto Elisei, assieme ai delegati rettorali e ai direttori dei quattordici Dipartimenti dell’Ateneo del capoluogo umbro.

“E’ stato un anno difficile -ha ribadito il Magnifico Rettore– ma non ci siamo mai fermati, abbiamo continuato a lavorare, non abbiamo mai smesso e mai interrotto un solo giorno la nostra attività. Lo abbiamo fatto, con determinazione, con convinzione e senso di responsabilità.

Questo che ci stiamo lasciando alle spalle, è stato un anno molto complicato, che credo nella storia della nostra vita ci segnerà profondamente. Quando circa un anno, fa la nuova governance si è insediata avevamo messo immediatamente tra i nostri obiettivi in agenda delle nuove strategie di rilancio per il nostro Ateneo.

Non vi nascondo, che solo dopo tre mesi ci siamo dovuti misurare con una realtà a cui non eravamo preparati. Una situazione inedita, nessuno aveva contezza della gravità della situazione che ci si stava presentando, eravamo disorientati perché non avevamo linee guida, protocolli di riferimento, non immaginavamo l’impatto di tutto quello che stava per accadere”.

Il Rettore Oliviero, ha parlato di momenti difficili in cui si è cercato di lavorare innanzitutto per la messa in sicurezza della salute dell’intera comunità per poi porsi il problema di come non interrompere le attività ordinarie dell’ Ateneo.

“Siamo riusciti in pochissimi giorni -ha spiegato- a ridurre al minimo il disagio dei nostri studenti. Il lavoro che abbiamo svolto ci ha permesso fin da subito di reagire, di non rincorrere la pandemia ma provare ad anticipare gli eventi che si sarebbero potuti determinare. Passare da una attività didattica e di ricerca in presenza a una a distanza, vedere nei nostri dipartimenti le aule vuote, è stata una immagina che ci segnerà sicuramente per tutta la vita”.

L’emergenza sanitaria Covid, non ha fermato, però, i progetti e le sfide che l’Università degli Studi di Perugia si era prefissa.

“E’ stato l’anno in cui nonostante l’emergenza Covid -ha proseguito il Rettore– siamo riusciti a riunire la famiglia dell’area medica. Un percorso che ci ha dato da subito la possibilità di incrementare il numero degli studenti ai nostri corsi di laurea in medicina, di far crescere e incrementare in maniera significativa il numero degli specializzandi, che sono una grande risorsa. E’ stato un anno importante in cui abbiamo fatto un lavoro straordinario sulla didattica e un lavoro importantissimo sull’orientamento, raggiungendo i nostri giovani nelle loro case per spiegare loro quanto di importante si fa nel nostro Ateneo. Abbiamo fatto un lavoro straordinario sulla ricerca, dando corso a una nuova visione”.

Soddisfazione poi è stata espressa per la risposta straordinaria, in termini di immatricolazioni, ad oggi registrata con quasi diecimila neo  iscritti, mentre per i dati relativi alle lauree magistrali bisognerà aspettare fino alla fine di marzo.

“Per il futuro, immaginando di ripartire in una Regione Umbria classificata come gialla -ha spiegato Oliviero– abbiamo fatto un lavoro straordinario per garantire per tutto il prossimo anno le attività a distanza e, a chi vorrà, sarà garantita, fino a quando saremo classificati in giallo, l’attività didattica e gli esami in presenza“.

Il Rettore, ha inoltre parlato anche di un Ateneo che ha saputo rispondere all’emergenza e che è riuscito a dare risposte al territorio. Ricordando come nel mese di aprile, quando in Italia mancavano i reagenti, questi sono stati sintetizzati nei nostri laboratori.

“Per fare un altro esempio, quando il nostro sistema sanitario regionale, come quello nazionale, era andato in crisi sul tracciamento, abbiamo messo a disposizione, con la collaborazione degli studenti, dei tirocinanti dei corsi di laurea in medicina. In poco più di due settimane, grazie al lavoro svolto dai nostri giovani, oggi si traccia la positività della stessa giornata. Se questa regione non è arrivata alla classificazione di regione rossa è stato anche grazie alla capacità di reazione che i nostri studenti hanno messo a disposizione. Questo -ha concluso  il Rettore dell’Università degli Studi di Perugia– è il senso di Ateneo che noi siamo anche in grado di esprimere”.


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