Le case di riposo pubbliche scrivono alla Regione: “Risposte non più rinviabili”

Written by on 31/03/2021

Le case di riposo pubbliche scrivono alla Regione: “Risposte non più rinviabili”

Le Asp di Assisi, Città di Castello, Gualdo Tadino e Gubbio, con i rispettivi sindaci, chiedono un incontro alla giunta. Sul tavolo revisione delle tariffe e contributo straordinario

31/03/2021

Tornano a chiedere l’aiuto della Regione le quattro case di riposo pubbliche Asp di Assisi, Città di Castello, Gualdo Tadino e Gubbio. I responsabili delle strutture, insieme ai sindaci dei rispettivi territori, sollecitano nuovamente la giunta regionale chiedendo un incontro formale. Sul tavolo, le difficoltà di gestione delle “strutture di ricovero per anziani” pubbliche, con le difficoltà accentuate dal protrarsi dell’emergenza epidemica. “Agli annosi problemi di integrazione con l’intero sistema sanitario regionale, alle acrobazie organizzative cui siamo costretti da tempo per il blocco ormai ultradecennale delle tariffe, alle sempre maggiori richieste che ci provengono dagli assistiti e dalle loro famiglie, ma anche dagli Enti di controllo, si sono aggiunti, come ben saprete, gli effetti del Covid-19 che hanno forzatamente stravolto tutto il lavoro messo comunque a punto nel tempo” si legge nella lettera.

Spese extra causa Covid

“Oltre al problema tariffe – scrivono le Asp -, vanno considerati gli aggravi di bilancio dovuti al COVID-19 conseguenti all’inevitabile aumento delle spese già effettuate e a quelle future, sia sul fronte degli acquisti di materiale e DPI, sia per quanto concerne soprattutto l’aumentata richiesta di ore di servizio dei vari operatori. In particolare, la forte riduzione del tasso di occupazione dei posti letto ha provocato e continua a provocare una drastica riduzione delle entrate, essendo le nostre risorse rappresentate quasi esclusivamente dalle rette di degenza”.

Revisione delle tariffe e contributi straordinari

La richiesta, definita non più rinviabile, è quella di una revisione delle tariffe, e di un contributo straordinario per fronteggiare l’emergenza. “Le residenze protette – continua la nota – fanno parte del Sistema integrato di interventi e servizi sociali e svolgono un ruolo fondamentale sul territorio di appartenenza. Altre regioni d’Italia si sono attivate fin dall’inizio dell’emergenza per dimostrare il loro supporto alle strutture che si stanno prendendo cura della categoria più colpita da questo virus, prevedendo solo quale esempio di quanto fatto, una quota per ogni posto rimasto vuoto in struttura a causa della pandemia e/o un indennizzo dei costi sostenuti per l’emergenza”.


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