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Inchiesta sanità, Cgil Medici: “Rischio paralisi assunzioni”

Written by on 23/04/2019

Inchiesta sanità, Cgil Medici: “Rischio paralisi assunzioni”

23/04/2019

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L'ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia

PERUGIA – L’inchiesta sui presunti concorsi pilotati al Santa Maria della Misericordia potrebbe bloccare il piano di assunzioni all’ospedale perugino. Il rischio è stato paventato dalla Cgil Medici che, rivolgendosi alle istituzioni, chiede che si lavori da subito per prevenire effetti nefasti e irreparabili sui servizi sanitari e sul personale medico e sanitario già da tempo – scrive il sindacato in una nota – “sovraccaricato da condizioni di lavoro ormai inaccettabili”.

“Rischio paralisi” Il segretario regionale della Cgil Medici, Mauro Patiti, ha parlato di un elevato “rischio di paralisi che potrebbe ricadere su cittadini e operatori”. “L’azione giudiziaria – scrive Patiti – è necessaria per ristabilire la legalità nella nostra regione, non può però portare al blocco dei processi di stabilizzazione e di adeguamento del personale avviati negli ultimi mesi”. L’Umbria da anni è tra le prime tre regioni benchmark in termini di prestazione e qualità dei servizi sanitari esclusivamente, sostiene ancora Patiti, grazie alla dedicazione e alla professionalità degli operatori, vista la progressiva riduzione del personale. Concorsopoli – conclude il sindacalista – non deve essere l’alibi per mandare in tilt la Sanità umbra nella sua totalità”. Gli fa eco Antonella Pecci che nella Fp Cgil coordina i dirigenti sanitari e amministrativi: “Il piano assunzionale rischia di essere bloccato all’origine perché vanno immediatamente sostituiti i responsabili amministrativi che devono seguire le procedure di selezione concorsuale”.

Concorsi a Terni “All’Ospedale di Terni ad esempio – prosegue il coordinatore delle Cgil Medici dell’Azienda, Francesco Fioriello – abbiamo fatto un lavoro enorme per avviare le procedure concorsuali, sarebbe ora una catastrofe vederle bloccate”. “Confermiamo, come già ribadito dalla Cgil dell’Umbria, pieno sostegno e fiducia nell’azione della magistratura che deve andare fino in fondo – conclude Fabrizio Fratini, segretario generale della Cgil dell’Umbria – al contempo, è evidente che la nostra regione ha assoluta necessità di personale per rispondere ai bisogni sanitari. A pagare non possono essere cittadini ed operatori”.


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