In crescita in Umbria la filiera del nocciolo, tra ricerca e sviluppo sostenibile

Written by on 09/11/2021

In crescita in Umbria la filiera del nocciolo, tra ricerca e sviluppo sostenibile

Più che raddoppiato il numero di ettari da destinare alle colture, grazie alla conferma del contratto tra il consorzio di produttori della ProAgri e la Ferrero

09/11/2021

Filiera del nocciolo

In crescita in Umbria la filiera del nocciolo

In crescita in Umbria la filiera del nocciolo: è quanto è emerso nel corso del convegno Progetto Nocciola Italia -Filiera e aggregazione – Chiave di sviluppo sostenibile che si è svolto lunedì 8 novembre a Città di Castello. L’appuntamento, organizzato da Confagricoltura Umbria (associazione che fin dall’inizio ha supportato questa sfida di grande opportunità per le imprese agricole umbre) e ProAgri (Consorzio produttori agricoli), aveva come obiettivo quello di fare il punto sulla filiera umbra con interventi di Domenico Brugnoni (presidente ProAgri), Angelo Frascarelli (presidente ISMEA), Daniela Farinelli (Dipartimento di scienze agrarie, alimentari e ambientali dell’Università di Perugia) e Fabio Piretta (project manager Ferrero Hco).

A moderare Fabio Rossi, presidente di Confagricoltura Umbria, con le conclusioni che sono state affidate a Roberto Morroni, assessore regionale alle politiche agricole e agroalimentari dell’Umbria.

Aggregazione, transizione ecologica e sviluppo economico sostenibile sono stati i temi al centro dell’incontro arrivato a più di tre anni dalla partenza della filiera del nocciolo in Umbria: gli impianti sono ora una realtà con sempre più imprese agricole che vogliono diversificare le proprie produzioni e incrementare il proprio reddito guardando alla sostenibilità, ambientale ed economica.

Filiera del nocciolo in crescita in professionalità e organizzazione

Una filiera che cresce, in professionalità e in organizzazione e prima di tutto anche in ettari coltivati.

Proprio con il Consorzio produttori agricoli della ProAgri, come ha ricordato il presidente Brugnoni, Ferrero Hco ha sottoscritto un primo contratto che prevedeva di raggiungere in Umbria settecento ettari a noccioleto in cinque anni: dai cinquecento ettari attuali, distribuiti in varie aree della regione e in diverse altitudini altri cento ettari che saranno messi a dimora proprio nelle prossime settimane. E dopo l’ultima interlocuzione con Ferrero si è quindi arrivati ora ad un ampliamento del contratto, con l’obiettivo dei millecinquecento ettari entro il 2026.

“Un’esperienza che segna la nostra regione dal punto di vista dello sviluppo – ha commentato l’assessore Morroni-  con un’estensione che ci porterà tra le prime cinque regioni italiane.

La filiera del nocciolo, è una delle scelte virtuose che questa regione ha fatto, a cui stanno seguendo quelle dell’olivicoltura, del tartufo e del luppolo. Un percorso, che porta ad irrobustire la capacitò produttiva e a dare sviluppo in generale al settore agricolo che in Umbria ha capacità di crescita, ma solo se saremo capaci di cambiare”.

Proprio grazie alla lungimiranza della Regione Umbria, la filiera è potuta nascere e crescere.

“Alla luce del biennio di transizione e del Pnrr -ha aggiunto il  presidente di Confagricoltura Umbria Rossi- la possibilità di strutturarsi in aggregazioni che portano maggiori opportunità di sviluppo commerciale è la sfida che deve raccogliere l’agricoltura. Il modo di coltivare il nocciolo ,deve evolversi verso la ricerca e la sperimentazione. Transizione ecologica, quindi, ma non solo.

Partendo dal fabbisogno del mercato è infatti necessario organizzarsi per la produzione, per trasformazione e per la commercializzazione per dare una sostenibilità economica alle imprese. I contratti a lungo termine con le multinazionali, come nel caso della Ferrero per il nocciolo, garantisce la collocazione del prodotto e la sua valorizzazione”.

 

 

 


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