Il cardinale Bassetti loda medici e infermieri: “Voi chinati sul morente”

Written by on 17/05/2020

Il cardinale Bassetti loda medici e infermieri: “Voi chinati sul morente”

17/05/2020

PERUGIA – “Fratelli cari, domani si riparte con partecipazione alla Santa Messa, anche se ci sono ancora delle norme da seguire per il bene di tutti, ma si riparte. Un segno di grande speranza. Un dono del Padre”. Lo ha detto il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei e arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, al termine della celebrazione eucaristica di oggi, nella cappella di Sant’Onofrio della cattedrale del capoluogo umbro. La celebrazione, l’ultima “pro populo” al tempo del coronavirus, è stata trasmessa in diretta da Umbria Tv, Umbria Radio InBlu e sui social media ecclesiali.

La messa per i 100 anni di Wojtyla Da domani le messe saranno a porte aperte, anche se con un numero limitato di fedeli in base alla capienza delle chiese, così “il popolo di Dio, presente alla celebrazione – ha evidenziato il cardinale – potrà accostarsi alla Santa Comunione”. “Signore – ha aggiunto il cardinale – tu sei rimasto in mezzo a noi, ci hai confortati e sostenuti durante la prova in questa terribile pandemia, ma ora abbiamo bisogno di te”. “Altro motivo di gioia: domani, 18 maggio, si compiono 100 anni dalla nascita di san Giovanni Paolo II – ha ricordato Bassetti -, il Pontefice che ha guidato la Chiesa per più di 26 anni, dal 16 ottobre 1978 al 2 aprile 2005. Nell’omelia domenicale, il presule si è raccomandato ai fedeli di non farsi tentare dal vivere senza Dio. “Nella vita – ha detto Bassetti – c’è un’esperienza ancora più tragica di quella di essere orfani: è quella di vivere da orfani senza esserlo. Mi direte: ma come è possibile? Eppure, tutti siamo esposti a questa tentazione: vivere senza Dio, non incrociare mai il suo sguardo, ignorare la sua mano tesa, trascurare la sua parola, volendo così costruire la propria torre di Babele, e credere che vivere da orfani sia felice”.

Il ringraziamento ai medici “Quanti medici, infermieri – ho avuto testimonianze dirette – in questo tempo di pandemia, si sono chinati sul morente, tracciando un segno di croce! Un medico ha detto ‘io ho dato l’estrema unzione’: sì, tu hai compiuto l’atto di amore più grande che si potesse esprimere, perché hai riconosciuto in colui che moriva la dignità di una persona umana, di un fratello, di un figlio di Dio”. Il cardinale Bassetti ha accostato questo “atto di amore più grande” alla “fiammella di amore, che lo Spirito Santo depone nel cuore di ciascuno di noi, è la forza interiore che ci sostiene nel cammino della vita e ci fa crescere ad immagine del Signore Gesù. È l’energia, fratelli – ha detto – che rigenera la nostra vita e il mondo”.


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