I vertici Treofan accusati di truffa dalla Gdf e dalla Procura di Terni

Written by on 03/03/2021

I vertici Treofan accusati di truffa dalla Gdf e dalla Procura di Terni

Contestati ai dirigenti protempore dell'azienda del polo chimico messa in liquidazione, l'indebito ricorso alla cassa integrazione da Covid

03/03/2021

Lo Stabilimento Treofan di Terni

Vertenza Treofan, si dimette il liquidatore Del Borrello

TERNI-  Truffa aggravata ai danni dello Stato per indebito ricorso alla cassa integrazione da Covid nel periodo tra il 10 agosto e il 10 ottobre dello scorso anno. E’ questa, l’accusa che la Guardia di Finanza di Terni contesta alla dirigenza aziendale pro-tempore della Treofan Italy srl, la società specializzata nella produzione di film in polipropilene, con stabilimento nel polo chimico ternano, nel frattempo messa in liquidazione dalla proprietà della multinazionale indiana Jindal.

Su delega del Gip, spiegano le Fiamme gialle in una nota diffusa oggi, è stata, quindi, data esecuzione di un decreto di sequestro preventivo per equivalente pari a circa quindici mila quattrocento euro.

L’indagine, coordinata dal procuratore della Repubblica di Terni, Alberto Liguori, e condotta dal Nucleo di polizia economico finanziaria, ha confermato quelli che gli investigatori considerano criticità sulla gestione della crisi aziendale che ha poi portato alla chiusura del sito Treofan di Terni.

In particolare, i vertici dirigenziali della compagine societaria, secondo la ricostruzione accusatoria, avrebbero fatto ricorso al contributo attraverso una falsa rappresentazione della realtà aziendale la cui lamentata condizione di crisi economica sarebbe da ricondurre alla espressa volontà del gruppo indiano di chiudere lo stabilimento ternano già a far data dalla sua acquisizione, avvenuta nel 2018.


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