Gubbio, inaugurato il nuovo Centro Antiviolenza

Written by on 29/03/2021

Gubbio, inaugurato il nuovo Centro Antiviolenza

Gestito dall’associazione 'Libera…mente Donna', Sarà attivo dal lunedì al venerdì in via Cavour, con una reperibilità delle operatrici tutti i giorni 24 ore su 24

29/03/2021

L'interno del nuovo Centro Anti Violenza di Gubbio

L'interno del nuovo Centro Anti Violenza di Gubbio

GUBBIO- Uno spazio di donne e per le donne, dove trovare ascolto e operatrici formate che accolgono, supportano e accompagnano le donne nel loro percorso di fuoriuscita dalla violenza. Nasce, nella Galleria del Donatore, in via Cavour, il Centro Antiviolenza di Gubbio, dove ogni donna potrà portare la propria storia con la certezza che sarà ascoltata, creduta e supportata nelle sue scelte, il tutto nel rispetto della privacy.

Un servizio h 24

Il nuovo Centro Antiviolenza, che sarà gestito dall’associazione Libera…mente Donna e lavorerà in rete con i servizi territoriali, questa mattina ha aperto le sue porte alla stampa e dal pomeriggio inizierà ufficialmente le sue attività. Sarà aperto cinque giorni a settimana, con una reperibilità di sette giorni su sette, h 24. Un servizio, che viene attivato in un momento in cui le richieste di aiuto aumentano in modo esponenziale. La pandemia, ha, infatti, acuito un problema già forte e sentito.

 

Violenza alle donne: un  fenomeno in crescita

“Sono oltre  tremila le donne accolte dai nostri centri -spiega la  presidente dell’associazione Libera…mente Donna, Elena Bistocchi- un numero che spesso è solo la punta di un iceberg di un problema purtroppo in crescita anche nella nostra Regione. La presenza di centri antiviolenza dislocati in più realtà territoriali è fondamentale per il contrasto alla violenza di genere, sia perché permette alle donne di chiedere aiuto nel territorio in cui si sentono più a loro agio, sia perché questi centri sono anche luoghi politici e culturali dai quali possono prendere vita attività importanti di sensibilizzazione e formazione rivolte a tutta la comunità”.

Le donne e le loro storie vengono accolte, ascoltate, credute e non giudicate.

Non solo accoglienza e ospitalità

“Sarebbe però riduttivo considerare i Centri Antiviolenza soltanto come luoghi di accoglienza e ospitalità: si tratta conclude la presidente- di luoghi dove si costruiscono saperi, progettualità, speranze e competenze, dove di produce cultura, dove si stipulano dei patti non solo con la donna accolta, ma con tutti i servizi territoriali e le istituzioni”.


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