Gualdo Tadino, presentata la mostra 'Seduzione e Potere'

Written by on 25/07/2017

Gualdo Tadino, presentata la mostra 'Seduzione e Potere'

25/07/2017

GUALDO TADINO (PG)- Sarà inaugurata questo sabato 29 luglio la mostra Seduzione e potere. La donna nell’arte tra Guido Cagnacci e Tiepolo, inedito progetto ideato da Vittorio Sgarbi, curato da Antonio D’Amico. Un percorso, che verrà ospitato presso la Chiesa Monumentale di San Francesco a Gualdo Tadino, organizzato dalla locale amministrazione comunale assieme al Polo museale della città, con il patrocinio della Regione Umbria e della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia. Una mostra, in continuità con gli altri eventi già curati in precedenza dal noto critico d’arte, che è stata  presentata stamani nella sala Consiliare del Comune alla presenza del sindaco Massimiliano Presciutti, della direttrice del Polo museale di Gualdo Tadino Catia Monacelli e di uno dei due curatori Antonio D’Amico.
“Questa nuova mostra  -ha detto il sindaco Presciutti– prosegue la strada tracciata dalla nostra amministrazione, quella di organizzare eventi dal grande spessore culturale e artistico, che puntano a valorizzare non solo la città di Gualdo Tadino, ma l’intero territorio regionale”.
“Un percorso -ha sottolineato, invece, la direttrice del Polo museale Monacelli- che racconterà le donne nella loro arte di seduzione e potere. Ringrazio i due curatori, e l’amministrazione comunale che ha sposato questo progetto. Una mostra che tutti devono vedere, assolutamente da non perdere”.
“Quando Vittorio Sgarbi mi ha proposto di organizzare questa iniziativa, ho accettato con entusiasmo -ha spiegato il curatore D’Amico– siccome in Italia non era mai stata organizzata una mostra su questo tema. I visitatori nei prossimi mesi potranno ammirare capolavori di artisti di grande fama nazionale ed internazionale e opere d’arte inedite. Gualdo Tadino, per i prossimi mesi, diventerà capitale italiana della seduzione”.
Un’esposizione, che racconterà la donna nell’arte al centro di un antico binomio che vede indissolubilmente legati potere e seduzione, attraverso ventinove straordinari artisti italiani tra Cinquecento e Settecento (quali Simone Peterzano, Giulio Cesare Procaccini, Lionello Spada, Mattia Preti, Luca Giordano, Giambattista Tiepolo e i figli Giandomenico e Lorenzo); oltre trenta capolavori, provenienti da prestigiose collezioni private italiane ed estere, dalla Pinacoteca dell’Accademia dei Concordi di Forlì e dalle Collezioni d’arte della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro.
Racconti mitologici, biblici e allegorici, prendono vita da una complessa iconografia dalla quale emergono figure femminili di volta in volta ricche di pathos, misticismo, sensualità e teatralità, in un gioco audace di rimandi che allude, coinvolge e incanta. Indiscussa protagonista della scena la donna è ora velata di ardore estatico, come nella Maddalena portata in cielo dagli angeli di Francesco Cairo, o nella Morte di Cleopatra di Guido Cagnacci; ora ritrosa e solo leggermente ammiccante ne La Primavera di Rosalba Carriera, ora vittoriosa nel Trionfo di Anfitrite di Giambattista Tiepolo. Dipinti di imponenti dimensioni, narrazioni sublimi dalle quali possiamo evincere non solo il ruolo della donna nell’arte tra Controriforma, Barocco e Rococò, ma più complessivamente una visione della donna nelle società di allora. Senza scivolare mai nell’esplicito groviglio di corpi, le opere esposte raffigurano donne che offrono di sé il lato più segreto e intimo della loro femminilità, sempre consapevoli di un potere insito nella loro stessa natura.
 


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