Giustizia e fase 3, gli avvocati di Perugia chiedono di tornare in aula

Written by on 25/06/2020

Giustizia e fase 3, gli avvocati di Perugia chiedono di tornare in aula

25/06/2020

PERUGIA – Dopo “mesi estremamente faticosi e complessi” per gli avvocati, con una “situazione di emergenza che ha portato a una paralisi totale prima e a un rallentamento
poi del settore giustizia”, la volontà dell’avvocatura di Perugia è quella di tornare al lavoro.

La conferenza stampa “È ora di tornare in aula, nei tribunali, nelle corti di appello – ha detto il presidente dell’ordine degli avvocati di Perugia, Stefano Tentori Montalto durante una conferenza stampa giovedì mattina – per poter svolgere l’attività, continuare a tutelare i diritti delle persone e consentire alla giustizia di fare il suo corso”. L’incontro con la stampa è servito a fare il punto della situazione in vista della ripresa dell’attività giudiziaria, dal primo luglio. “C’è l’esigenza di tornare a una normalità – ha detto Tentori Montalto – perché il sistema giustizia incide in maniera sensibile sulla società e sull’economia locale e c’è necessità di tutelare i cittadini e le nostre imprese. Siamo perfettamente consapevoli che ci sono delle difficoltà oggettive ma abbiamo offerto la nostra disponibilità nel continuare a collaborare per  trovare soluzioni condivise e, sicuramente, da settembre, dovremo tutti quanti trovare degli strumenti organizzativi che consentano una ripresa che non sarà piena ma che richiede uno sforzo organizzativo da parte soprattutto della magistratura e da parte di tutti noi”.

Sovraccarico di lavoro in fase 3 Il presidente dell’Ordine degli avvocati ha ricordato come “per il penale anche a Perugia l’attività istruttoria con l’esame dei testimoni è stata tendenzialmente, salvo pochissime eccezioni, rinviata, così come le udienze filtro, mentre sono state tenute le discussioni”. “Questo comporterà un sovraccarico di lavoro nella fase tre – ha proseguito -, quella che ci aspetta da settembre in poi. Abbiamo avuto comunicazioni di cancelleria di processi che hanno avuto rinvii di un anno, ma anche, soprattutto nel civile, di due. Ci sono persone offese che hanno subito un torto, imputati per cui vige la presunzione di innocenza e per cui la pendenza del processo è una sofferenza, ci sono situazioni individuali che vanno tenute in considerazione. Una sospensione che non dipende ovviamente né dai magistrati, né dagli avvocati né dai cancellieri che però andrà gestita nella fase tre in maniera particolarmente accorta
con uno sforzo massimo”. Rinvii lunghi che, come ha confermato l’avvocato Tentori
Montalto “per quanto riguarda il settore penale, inevitabilmente avranno poi il loro peso anche sulla prescrizione dei reati”. “Ci rendiamo conto che non sarà facile ma, a luglio – ha detto ancora -, siamo pronti a tornare in udienza, con il rispetto del distanziamento sociale e di tutte le tutele”. Tra i problemi elencati quelli logistici, legati agli spazi del tribunale, all’accesso alle cancellerie e quelli legati alla calendarizzazione delle udienze. “C’è la necessità di evitare contrapposizioni che non ci devono essere – ha sottolineato Tentori Montalto – tra avvocatura, dirigenti di cancelleria, personale amministrativo e magistrati. Sono tutti soggetti parti integranti del sistema giustizia e la nostra è una volontà di voler ripartire assieme, ognuno nel proprio ruolo e ognuno apportando il proprio contributo per quanto possibile, con soluzioni condivise e senza contrapposizioni”.


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