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Franco Arminio protagonista della chiusura di Assisi OnLive 2020

Written by on 16/09/2020

Franco Arminio protagonista della chiusura di Assisi OnLive 2020

16/09/2020

ASSISI- Sarà Franco Arminio con La cura dello sguardo. Nuova farmacia poetica a chiudere il sipario della prima edizione di Assisi OnLive, itinerari tra musica, teatro, letteratura e arte. Un progetto promosso in sinergia dalla Cappella Musicale della Basilica Papale di San Francesco, dal Piccolo Teatro degli Instabili, dall’Associazione Culturale Riverock, dall’Associazione Umbra Canzone e Musica d’Autore e dall’Associazione Culturale Zona Franca, con il patrocinio dell’amministrazione comunale della Città Serafica. Un ricco cartellone, senz’altro eterogeneo e di qualità volto ad accontentare i diversi gusti del pubblico, che ha visto assieme le principali associazioni del territorio.

Protagonista dell’ultimo appuntamento, giovedì 17 settembre alle ore 21.15 all’Anfiteatro della Pro Civitate Christiana il poeta e paesologo Franco Arminio, con un reading dedicato al suo ultimo libro edito da Bompiani; un percorso di cura, di luoghi, di abbandoni e ritorni, di nascita, morte, rinascita e guarigione. L’autore, infatti, viaggia, scrive e osserva da oltre quarant’anni anni quei piccoli borghi pieni di storia e cultura ma abbandonati dalla politica. Ricerca la meraviglia che ci circonda e che spesso non vediamo. Nel 1981, quando tutti sognavano la vita nelle grandi città, Arminio, dalla sua Bisaccia, appena 3.800 anime, in provincia di Avellino, scrisse un articolo intitolato Appunti su un paese in via d’estinzione, anticipando quello che poi sarebbe accaduto in tanti borghi dell’Appennino, da nord a sud.

“Con questa pandemia -spiega il poeta- abbiamo capito che i paesi possono essere una grande opportunità. Se l’Italia rigenera i suoi paesi, avrà un beneficio anche nelle città. È un’occasione, che dobbiamo cogliere e bisogna farlo subito. La posta in gioco non è solo la vita degli umani, ma di tutto il pianeta. Non c’è arte che può ignorare la questione ecologica. Dopo il virus torneremo a parlare dei guasti del clima e poi arriverà un altro virus. Oltre al distanziamento sociale, bisogna distanziarsi dall’egoismo e dall’indifferenza. Stare lontani, ora ha senso solo se abbiamo un progetto di costruire una grande comunità planetaria, fatta di una nuova alleanza degli umani con gli animali e le piante”.

Percorrendo l’Italia palmo a palmo, nella sua paziente auscultazione del Mondo, già da tempo il poeta registra una epidemia in corso: quella dell’autismo corale, che ci vede rinchiusi dietro i nostri piccoli schermi, impegnati in una comunicazione che ha perso ardore e vitalità. Nelle pagine del nuovo libro, Franco Arminio torna a offrirci le sue parole come fiaccole per illuminare il presente, offrendo il suo stesso corpo come testimonianza, come repertorio di tentativi e rimedi.

La letteratura -conclude Arminio- non deve arrendersi alla miseria spirituale dominante, deve semplicemente avere delle confidenze molto intime con l’aria del tempo. Se una frase vuole essere un colpo di vento che smuove la nebbia che ci circonda, deve essere una frase che si capisce, che non ha bisogno di uno che ce la spieghi”.

 


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