Filiera umbra del tartufo, la Regione attiva il bando per la costituzione

Written by on 12/11/2021

Filiera umbra del tartufo, la Regione attiva il bando per la costituzione

Saranno messi a disposizioni delle imprese 5,4 milioni di euro. "Un settore che fa da traino alla valorizzazione della regione" sottolinea l'assessore all'agricoltura Morroni

12/11/2021

tartufo

La Regione attiva il bando per la costituzione della Filiera umbra del tartufo

La Regione Umbria attiva il bando per la costituzione e lo sviluppo della filiera corta del tartufo. Un settore, secondo l’assessore all’agricoltura Roberto Morroni, che fa da traino alla valorizzazione della regione. Il bando, verrà pubblicato mercoledì 17 sul Bollettino Ufficiale della Regione Umbria.

“Un ulteriore tassello -commenta l’assessore- della strategia regionale mirata al sostegno e all’incentivo dell’aggregazione tra imprese affinché esse, facendo rete e forti dell’elevata qualità dei prodotti, si rafforzino sui mercati nazionali e internazionali”.

A questo scopo vengono messi a disposizione delle imprese agricole e agroindustriali 5,4 milioni di euro, di cui 4,4 destinati alle prime e un milione destinato alle seconde che operano nella trasformazione e commercializzazione, a valere sulle risorse del Programma di sviluppo rurale.

 “Con queste risorse verranno impiantati oltre quattrocento ettari di tartufaie coltivate per la produzione di Tuber melanosporum, il tartufo nero e delle altre specie coltivabili, adottando  moderni protocolli agronomici di coltivazione e di assistenza durante tutto il ciclo biologico delle colture e definendo specifici protocolli per la certificazione dei prodotti della filiera e per la tracciabilità delle produzioni, così da ottenere tartufi di genetica e qualità certificata, dotati di caratteristiche merceologiche di pregio.

Umbria leader per la produzione del tartufo

 L’Umbria -rileva Morroni- svolge un ruolo di primissimo piano a livello nazionale ed estero nel settore, dove è leader per la produzione e la lavorazione del tartufo. Un settore che assume grande importanza anche quale traino per la valorizzazione e la promozione turistica di tutta la regione.

 Grandi le opportunità che si prospettano per il prodotto umbro, con un mercato del tartufo fresco, refrigerato e trasformato, che mostra un trend di crescita che si prevede costante nei prossimi decenni sia per l’aumentata domanda nelle aree tradizionali, Stati Uniti e Unione europea, sia per l’apertura di nuovi mercati, quali l’Estremo Oriente. Al tempo stesso, il prodotto nazionale non riesce a coprire il fabbisogno delle aziende di commercializzazione e trasformazione e della ristorazione: il deficit di produzione è più significativo nella gamma del prodotto di qualità elevata. La tartuficoltura può, quindi, rivestire un ruolo determinante per rispondere alle richieste del mercato. La tartuficoltura, è relativamente poco diffusa in Umbria, nonostante rappresenti un’attività agricola economicamente rilevante soprattutto nelle zone collinari e montane.

Un’azione per il rilancio delle aree interne

La sua diffusione -conclude l’assessore all’agricoltura- favorirebbe così il rilancio socio-economico delle aree interne svantaggiate, come le aree terremotate, e garantirebbe, inoltre, di diversificare le produzioni delle aziende agricole e di arricchire l’offerta di agriturismi e turismo rurale in genere”.


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