Fallimento Indelfab (ex Merloni), licenziati quasi 600 lavoratori

Written by on 03/12/2020

Fallimento Indelfab (ex Merloni), licenziati quasi 600 lavoratori

L'appello di Cigl Umbria: "Istituzioni evitino il disastro sociale"

03/12/2020

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NOCERA UMBRA – Una vertenza lunga e che si avvia alla conclusione, la peggiore per i lavoratori della Indelfab, ex Jp Industries a sua volta ex Antonio Merloni, di cui è stato dichiarato il fallimento dal Tribunale di Ancona.

Licenziamento per quasi 600 lavoratori

“Lo scenario peggiore, quello che andava scongiurato si è invece materializzato”. Il fallimento del più grande gruppo industriale di elettrodomestici per conto terzi d’Europa, è la conclusione che i sindacati, da anni, cercavano di scongiurare per tutelare i 272 dipendenti dello stabilimento di Colle di Nocera in Umbria e i 294 di Fabriano nelle Marche.  “Per i quasi 600 lavoratori della Indelfab – si legge in una nota di Cgil Umbria – si apre il baratro del licenziamento”. La cassa integrazione per cessazione, infatti, terminerà il prossimo 15 maggio, con al massimo sei mesi di proroga, “ma poi ci sarà solo la mobilità e la disoccupazione per l’intera forza lavoro”.

Appello a Regione e Mise

“A questo punto solo le istituzioni possono evitare il disastro sociale – afferma Luciano Recchioni, lavoratore della ex Merloni di Colle di Nocera e storico delegato sindacale Fiom – . Servono soluzioni non solo per la nostra fabbrica e per il nostro futuro, ma per l’intero territorio, da troppo tempo in un vortice di declino drammatico”. “Ci appelliamo in primis alla Regione dell’Umbria e all’assessore allo Sviluppo Economico, affinché prendano davvero in mano questa vicenda – continua Filippo Ciavaglia, segretario generale della Cgil di Perugia –. Le risorse economiche a disposizione ci sono, circa 5 milioni di euro, più quelle dedicate alle aree interne, e c’è una condizione di gestione pubblica di questa fase, visto che i commissari riprenderanno in mano il sito, che va sfruttata. Serve però un progetto vero per le 272 persone che ancora insistono in questo stabilimento”.

L’appello della Fiom Cgil

 


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