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Emergenza umanitaria: come rispondere ai bisogni più urgenti

Written by on 05/05/2022

Emergenza umanitaria: come rispondere ai bisogni più urgenti

Come operano le Ong in contesti di emergenza? L'esperienza di Help Code e Tamat

05/05/2022

emergenza umanitaria

Prgetto SemInA

Cooperazione a tutte le latitudini è il motto di Tamat, la Ong che da 30 anni opera a Perugia e in tutto il mondo. Sono tante, infatti, le emergenze umanitarie che che affliggono diversi paesi nei quali l’organizzazione non governativa perugina è presente con progetti e iniziative, in collaborazione con altre realtà di cooperazione. Tra queste c’è Help Code, una Ong con sede a Genova, che interviene in contesti di emergenza umanitaria dal 1988: 34 anni di attività in cui si è registrato un forte aumento di emergenze, soprattutto per conflitti armati e disastri naturali, derivanti dallo sfruttamento indiscriminato delle risorse naturali, a cominciare dall’acqua. Secondo le stime delle Nazioni Unite sono oltre 60 milioni (in tutto il mondo) le persone sfollate a causa di conflitti, violenze, catastrofi, con una media di 30 mila nuovi spostamenti al giorno. Se a questi dati sommiamo le persone che hanno subito le conseguenze di disastri naturali, la cifra per lo scorso anno raggiunge i 200 milioni, un aumento di 50 milioni rispetto al 2013. Senza una stabile soluzione politica, le crisi regionali continueranno ad avere un forte impatto su qualità della vita e sicurezza delle comunità, oltre a limitare pesantemente l’accesso all’istruzione, a servizi sanitari, acqua potabile, energia e beni di consumo. Help Code interviene nelle realtà colpite da disastri naturali (terremoti, inondazioni, siccità, cicloni, epidemie) e da eventi bellici con un’attenzione speciale per la popolazione più vulnerabile: in particolare a bambine e bambini, soprattutto per quello che riguarda il diritto alla salute, all’istruzione, al gioco, al crescere in serenità. Mentre l’Italia costituisce un laboratorio diffuso per affrontare la complessità dei problemi educativi di una società ormai digitalizzata (bullismo, alimentazione, protezione nel web) Help Code sviluppa progetti di cooperazione internazionale in Cambogia, Libia, Mozambico, Nepal, Yemen, Tunisia e sta predisponendo nuovi progetti per l’area Sub Sahariana.

Emergenza umanitaria

Dai conflitti alle calamità naturali, le emergenze umanitarie iniziano ad essere una realtà sempre più diffusa nel mondo. Due parole, emergenza e umanitaria che sono sempre presenti nei notiziari e nei dibattiti pubblici. “Quando parliamo di emergenza umanitaria, quel termine ‘umanitario’ è il punto di partenza per qualsiasi tipo di intervento in situazioni di emergenza – spiega Alessandro Guarino, direttore dei Programmi di Help Code, Ingegnere con esperienza ventennale nella gestione di progetti e processi complessi nell’ambito dell’aiuto umanitario, cooperazione allo sviluppo ed sistemi IT -. Ogni tipo di intervento o di risposta alle emergenze deve partire da quelli che sono i bisogni e le necessità degli ‘esseri umani’, cioè delle persone che si trovano coinvolte in queste situazioni. Qualsiasi sia il tipo di emergenza, c’è sempre un fattore comune che è lo stravolgimento della vita delle persone coinvolte in queste situazioni. Le persone – spiega Guarino nel corso della trasmissione di Umbria Radio, Mondo Migliore – si trovano da un momento all’altro a non avere più la loro routine quotidiana. Sia che scappino dalla violenza che da un disastro naturale, non possono portare con sé troppe cose e si trovano ad aver bisogno di tutto: dall’acqua al cibo, da materiali per cucinare ad un telo per costruire un rifugio di fortuna. Hanno bisogno anche di altro, di cose che possono sembrare meno concrete ma comunque importanti come l’assistenza psicologica o ai bambini che devono lasciare la scuola. La parola umanitaria, quindi, ha sempre di più un senso forte”. Guarino, che per undici anni ha lavorato in paesi e contesti complessi, ad alta insicurezza tra cui lo Yemen, la Somalia, l’Etiopia, la Libia, la Somalia, il Sud Sudan, il Kenya, sa bene quale è l’importanza di organizzazioni ben inserite nel contesto, che possono diventare punti di riferimento per la popolazione ma anche per le istituzioni dei paesi in cui operano. “Quando sei presente da tempo in un determinato paese, nel momento dell’emergenza, le comunità sanno che possono rivolgersi a te in prima persona. Siamo pronti a raccogliere i bisogni, le necessità e parlare con le istituzioni per capire come dare risposte ai bisogni più urgenti”.

Progetto SemInA

Di recente Help Code ha cominciato ad occuparsi di Sahel dove ha incrociato Tamat ong, presente in questo territorio con vari progetti tra cui ‘SemInA’  che ha come obiettivo superare l’emergenza incentivando l’agricoltura. Il progetto si svolge in Mali e in Burkina Faso e punta a risolvere i problemi della limitata produzione e disponibilità di generi alimentari, delle scarse opportunità di sviluppo economico, superando condizioni di vita estremamente vulnerabili. Tra gli obiettivi del progetto, dunque, ridurre la vulnerabilità alimentare delle comunità locali, incrementare la produzione, aumentare il reddito della popolazione attraverso la trasformazione e vendita di prodotti agricoli. Concretamente, il progetto vede la realizzazione di tri perimetri irrigui agro-ecologici in Mali e tre in Burkina Faso. Nel mese di aprile, nell’ambito del progetto, si è svolto il corso di formazione alle tecniche di trasformazione dei prodotti agricoli nei nei centri multifunzionali di Foni, Soana e Nioron Wéré. Tutti i membri delle tre cooperative hanno partecipato alle attività formative sia teoriche che pratiche apprendendo le tecniche per la realizzazione del succo di bissap, della salsa di arachidi, del succo di baubab, della salsa di pomodoro. La formazione si è concentrata anche sulle tecniche di essiccazione di alcuni prodotti orticoli (cipolle, pomodori, gombo ecc…) e sull’utilizzo dei mulini per macinare riso e miglio al fine di ottenere farine per l’alimentazione. I prodotti finiti verranno venduti dalle cooperative costituite dalle donne beneficiare del progetto e contribuiranno a garantire la sicurezza alimentare e il sostegno reddito innescando un ciclo sostenibile di produzione-vendita diretta. Il progetto Semina accompagna donne in condizione di capo famiglia, individui senza terra e capi famiglia con a carico membri disabili nella lotta contro la fame attraverso l’agricoltura, il micro-credito e all’importanza della comunità. A presenteare il progetto, ai microfoni di Umbria Radio, Gabriele Pinca, cooperante internazionale per Tamat Ong, project manager del progetto finanziato dalla Agenzia Italia per la Cooperazione e lo Sviluppo – sede estera di DAKAR.


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