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Economia, positivo il secondo trimestre per la manifattura umbra

Written by on 31/08/2018

Economia, positivo il secondo trimestre per la manifattura umbra

31/08/2018

imprese

L'interno di una azienda meccanica

PERUGIA – Secondo trimestre positivo per il manifatturiero in Umbria. È quanto si evince dall’indagine congiunturale di Unioncamere Umbria che mostra come, dopo un inizio
anno con valori più contenuti pur se positivi, i risultati a meta anno sembrano evidenziare un andamento migliore. Dall’indagine risultano positivi tutti gli indicatori, sia nel confronto
tendenziale che congiunturale: unico valore inferiore allo zero è quello relativo agli ordinativi interni rispetto al trimestre precedente che segnano un -0,2% e l’occupazione rispetto al II trimestre del 2017 che resta invariata.

Non artigiane Bene le imprese non artigiane ma anche le artigiane hanno quasi sempre valori positivi, con il valore peggiore registrato nel fatturato estero – rispetto al trimestre precedente – di un -10,1% (che ricalca l’andamento della scorsa indagine congiunturale dove il valore era stato di -10,5%). L’analisi per settore mostra che l’andamento migliore è quello delle industrie tessili che registrano solo variazioni positive, seguono le industrie elettriche, le industrie chimiche e le industrie dei metalli; le variazioni negative più numerose invece attengono alle industrie alimentari e alle industrie del legno. A livello dimensionale le performance migliori sono quelle delle piccole imprese (tra i 10 e i 49 addetti) che segnano solo valori positivi, seguono le medio-grandi (oltre i 50 addetti) e le micro (da 0 a 9 addetti): pochi i valori negativi e comunque tutti nel confronto col trimestre precedente, a parte per l’occupazione delle micro imprese che ha segno meno sia nel confronto congiunturale che tendenziale.

Affanno Continua l’affanno del settore del commercio dove le criticità sembrano comunque concentrarsi maggiormente nel confronto con il secondo trimestre del 2017, eccetto che per i prezzi di vendita che sono invece in crescita (in linea con i risultati della passata indagine). Valori negativi che accomunano tanto il commercio al dettaglio che gli ipermercati. Dall’analisi dei dati economici, si deduce come il valore di produzione delle imprese sul territorio umbro, compresenti negli ultimi tre anni, è pari a circa 4,6 miliardi di
euro. Il 47,6% del valore della produzione viene creato dal settore delle Manifatture. Da menzionare come le imprese umbre di dimensioni “micro”, che ammontano al 77,6% del totale, creano solo il 16,8% del valore di produzione, mentre le “grandi” imprese, che rappresentano solo l’1% del totale delle imprese producono il 31% del valore
produttivo.

Bilancio L’analisi degli indici di bilancio delle società in utile evidenzia come il comparto manifatturiero si presenta come settore di punta realizzando un ROI del 5,7%. Sopra la media si attesta il ROI per il settore dei Trasporti (4,6%.) Se si analizzano i dati congiunturali, che testimoniano il saldo tra iscrizioni e cessazioni di imprese, al secondo trimestre del 2018 risultano 1.298 nuove iscrizioni sul territorio umbro. La variazione delle iscrizioni delle imprese nella regione Umbria tra il secondo trimestre 2018 e il secondo trimestre 2017 è decrescente, con una perdita del 6,7% su base trimestrale. La tendenza nazionale fa registrare una relativa stabilità delle nuove iscrizioni (+0,2%).

Iscrizioni L’elemento instabile delle nuove iscrizioni è migliorato dalla diminuzione delle cancellazioni (6,1%), delle entrate in scioglimento (-15,1%) e dei fallimenti (-47,2%). In Umbria l’apertura di nuove unità locali supera in valore assoluto il numero delle chiusure (490 contro 302), anche se la variazione dal primo trimestre del 2017 rispetto al 2018 mostra un aumento delle aperture e una diminuzione delle chiusure (+9,1% e -3,5%).

Nuove aperture Le nuove aperture, così come le chiusure delle unità, sono collocate soprattutto nella stessa provincia: le nuove aperture all’interno della stessa provincia infatti contano circa per il 62% del totale, mentre le chiusure il 65%. Il primo trimestre del 2018 conta un campione di 51.737 imprese attive.

Miglioramento Queste imprese hanno registrato un miglioramento occupazionale (+2,1%) notevole se raffrontato con quello osservato a livello nazionale (+2,7%, su un campione di circa 3,36 milioni di imprese). È interessante notare come la crescita occupazionale sia frenata dalla diminuzione dell’occupazione tra le imprese con meno di 9 addetti. Al contrario le imprese con più di 250 addetti lasciano registrare un aumento del 2,1% degli addetti rispetto al primo trimestre del 2017.


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