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Danni da fumo passivo, una ricerca dell’Università di Perugia

Written by on 07/10/2022

Danni da fumo passivo, una ricerca dell’Università di Perugia

Individuato presso il Dipartimento di Medicina e Chirurgia un rilevatore presente nell'uomo

07/10/2022

Ricercatori fumo passivo

I ricercatori dell'Università degli Studi di Perugia che hanno svolto lo studio sui danni da fumo passivo

Un rilevatore precoce di esposizione al fumo passivo è stato individuato nell’uomo grazie a ricerca svolta presso l’Università degli Studi di Perugia.

Nei luoghi pubblici il fumo è stato vietato da tempo, ma se siamo in casa o in auto e un nostro congiunto o un amico inizia a fumare una sigaretta, il nostro corpo è indifferente a quel singolo e sottile filo di fumo? Una fugace esposizione al fumo passivo è in grado di provocare dei cambiamenti biologici?

Le risposte a queste domande, sugli effetti a breve termine del fumo passivo, vengono da una ricerca sostenuta dalla Fondazione Perugia e recentemente pubblicata sulla rivista International Journal of Environmental Research and Public Health da parte del gruppo del professor Mario Rende, Ordinario di Anatomia Umana, Clinica e Forense, in collaborazione con il gruppo del professor Marco dell’Omo, Associato di Medicina del Lavoro dell’Università degli Studi di Perugia già impegnati nel progetto Smoke-Free Unipg.

Gli sviluppi della ricerca

I ricercatori del Dipartimento di Medicina e Chirurgia, hanno sperimentalmente ricreato un ambiente domestico in cui per un’ora hanno soggiornato dei gruppi di soggetti volontari, rigorosamente non fumatori, esposti al fumo di alcune sigarette commerciali fatte bruciare in un normale posacenere.

Lo studio ha chiaramente dimostrato come, anche una brevissima esposizione al fumo passivo, sia capace di determinare un rapido cambiamento quantitativo di una proteina presente nel sangue e legata a meccanismi infiammatori. Si tratta del recettore p75NTR legante una serie di neurotrofine (la più nota è il Nerve Growth Factor, NGF, scoperto da Rita Levi Montalcini valendole il Premio Nobel).

Anche se sono ben noti gli effetti negativi del fumo passivo a lungo termine, lo studio dei ricercatori dell’Ateneo di Perugia dimostra chiaramente che anche una breve esposizione al fumo passivo è in grado di avviare, entro trenta minuti, una serie di meccanismi infiammatori che concorrono alla formazione dei danni tissutali prodotti in seguito dall’esposizione ripetuta e a lungo termine. Tutto questo ha una maggiore rilevanza specie se i soggetti esposti sono dei neonati e dei bambini.

Confermati i danni da fumo passivo

I risultati dello studio, hanno inoltre dimostrato un ulteriore risvolto di natura medico-legale. Infatti, attualmente l’esposizione al fumo passivo viene più comunemente identificata raccogliendo le urine delle ventiquattro ore e dosando nelle stesse la concentrazione dei prodotti del metabolismo della nicotina (ad esempio la cotinina). In base ai risultati dello studio è ora possibile rilevare l’esposizione al fumo passivo in tempi molto più precoci, attraverso un semplice prelievo di sangue e con il dosaggio del recettore p75NTR.

La combinazione di dosaggio della cotinina e del p75NTR potrà dare una risposta che permetterà una migliore focalizzazione temporale dell’esposizione al fumo passivo con ricadute medico legali.

Oltre ai professori Mario Rende e Marco dell’Omo, i componenti del gruppo di ricerca sono stati Anna Stabile, Alessandra Pistilli, Desireé Bartolini, Gabriele Di Sante ed Eleonora Angelucci.

 


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