Dall’Università 30 idee per il rilancio dell’ateneo: “Serve uno sforzo collettivo”

Written by on 25/05/2020

Dall’Università 30 idee per il rilancio dell’ateneo: “Serve uno sforzo collettivo”

25/05/2020

PERUGIA – “È il momento di fare uno sforzo collettivo e non possiamo permetterci di perdere un solo giovane per problemi di carattere economico”: per il rettore dell’Università degli studi di Perugia, Maurizio Oliviero, è questa “la più grande sconfitta da evitare”. “Oggi accettiamo la sfida di quella che deve essere l’università del domani” ha quindi sottolineato, annunciando il progetto ‘Unipg pensa il post-covid. 30 idee per l’Umbria’ che sarà illustrato in un convegno che si svolgerà dal 25 al 28 maggio.

Nuovo rapporto col territorio Il rettore ha parlato di “30 idee concrete come inizio per vivere un nuovo rapporto con territorio” durante una conferenza stampa telematica con interventi anche della presidente della Regione, Donatella Tesei, e del presidente di Anci Umbria, Francesco De Rebotti. Per Oliviero sono due i problemi di cui occuparsi, quelli “della salute culturale dei giovani e della salute dell’economia”. “Tanti ricercatori e in generale tutta la comunità universitaria – ha proseguito – hanno lavorato in silenzio per riflettere in che modo l’Ateneo può essere di supporto alla comunità regionale”.

I giovani E secondo il rettore quello dei giovani che non possono iscriversi per problemi economici delle famiglie “è un rischio da scongiurare”. Per questo ha evidenziato che “bisogna mettere in campo tutto quello che è possibile per far sì che gli studenti abbiamo una chance per investire sul loro futuro, per non interrompere le loro ambizioni per crescere”. “I nostri giovani – ha detto ancora – devono sapere che qui si studia in sicurezza e in un Ateneo con grandi competenze”. Uno sforzo per Oliviero da fare tutti insieme, per una sinergia tra istituzioni come Università, Regione e Comuni. “A livello locale – ha detto – stiamo lavorando con la Regione Umbria per mettere a disposizione una serie di servizi per alleviare le condizioni di disagio dei nostri studenti”.

Il rapporto con la Regione Una istituzione regionale che, ha inoltre ricordato Oliviero, “ha lavorato e interagito con la nostra comunità anche in momenti delicati, quando non sapevamo ancora cosa avevamo davanti. Insieme alla presidente Tesei abbiamo iniziato a lavorare prima che il governo centrale ci desse delle linee guida, iniziando ad occuparci della salute degli umbri fin da subito concertando anche la difficile e sofferta prima chiusura dei dipartimenti”. Un lavoro fatto “per il bene della comunità” che per Oliviero mette in evidenza anche “il merito di un metodo virtuoso da modello anche per il Paese”. Con la presidente Tesei, ha poi aggiunto Oliviero, “ci siamo rincuorati a vicenda, lavorando tanto in questi mesi ed ora nella nuova fase ancora di più”.

Stop autoreferenzialità Per il rettore in questo modo l’Unipg “uscirà ancora di più dalla sua autoreferenzialità e dopo aver lavorato, in maniera silenziosa, per capire cosa mettere in campo per sostenere l’economia della regione”. “Partiremo ad esempio con l’introduzione della figura del project manager – ha annunciato – per intercettare risorse per il territorio con gli strumenti che saranno forniti dall’Ateneo”. Oliviero ha quindi ribadito la necessità “di fare uno sforzo comune per investire in salute e ricerca, facendo dell’Umbria un riferimento a livello nazionale anche grazie all’università”.

Tesei: “Sfide in sinergia” “Siamo pronti ad affrontare le sfide future anche grazie all’Università degli studi di Perugia, con una sinergia che deve continuare ed ampliarsi anche in settori lontani dalla ricerca” ha detto nel suo intervento la governatrice Donatella Tesei, sottolineando che la formazione e i giovani “rappresentano il nostro presente, la continuità con il passato e la base con cui costruire il futuro migliore”. “Chi si forma nell’Ateneo perugino e viene da fuori deve avere occasioni anche per rimanere” ha poi aggiunto la presidente dalla Regione rivolgendo un pensiero agli studenti e all’Università. “Questa ha come merito quello di mettere a disposizione territori e piccoli borghi. L’università che vive le città e i territori è una carta vincente specialmente oggi, un ulteriore stimolo per chi deve tornare in Umbria”. Tesei ha poi ricordato il “periodo complesso” affrontato anche insieme al rettore Maurizio Oliviero con il quale “ci siamo trovati a gestire nei rispettivi incarichi un problema sconosciuto e ad affrontarlo con determinazione”. “Dai primi momenti di gestione dell’emergenza ci siamo confrontati e abbiamo condiviso forze e menti attraverso i professori dell’Università per gestire insieme alla sanità l’emergenza. Consapevoli del risultato raggiunto non vogliamo ora disperderlo per poter gridare forte che l’Umbria è una regione sana dove si può venire a studiare, in vacanza, ad investire e fare impresa, per vivere il territorio e per accogliere le sfide del futuro”.


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