CulTurMedia scende in campo a difesa della Cultura e del Turismo

Written by on 17/11/2020

CulTurMedia scende in campo a difesa della Cultura e del Turismo

"La Regione si adoperi per non far collassare il settore" E' questo, l'allarme lanciato in una nota, da Matteo Ragnacci di Legacoop Umbria

17/11/2020

Matteo Ragnacci di Culturmedia Legacoop Umbria

PERUGIA- CulTurMedia, l’area settoriale di Legacoop che si occupa di Cultura Turismo Comunicazione, scende in campo a salvaguardia di un intero settore in difficoltà. Musei, cinema, teatri, ristoranti, piscine, scuole circhi, spettacoli dal vivo e palazzetti sportivi che in Umbria associano oltre duecento cooperatrici e cooperatori in forma cooperativa e circa mille lavoratori compresi gli stagionali e gli intermittenti dello spettacolo, stanno subendo una crisi senza precedenti.

“Siamo preoccupati dal progressivo aumento dei contagi e dei decessi nella nostra regione -spiega Matteo Ragnacci di CulTurMedia Legacoop Umbria– e dalle connesse misure restrittive recentemente imposte per fronteggiare la pandemia. Nel periodo post lockdown, ci siamo adoperati insieme alle cooperative associate per dare un contributo fattivo agli sforzi che tutto il paese doveva sostenere. Abbiamo innovato il nostro modo di lavorare, mettendo la sicurezza al primo posto e ci siamo resi disponibili a essere parte attiva della ripresa. Ora abbiamo bisogno di certezze e di strategie serie e condivise in grado di far sopravvivere il settore.

La Regione Umbria, si adoperi subito per dare sostegno immediato alle tante aziende della cultura, dello spettacolo e del turismo che stanno rischiando di chiudere definitivamente i battenti. Una regione che fa del patrimonio artistico e culturale il suo fiore all’occhiello, non può e non deve lasciare questo settore alla deriva, senza provare ad attivare la dovuta liquidità da sommare alle compensazioni previste dal Decreto Ristori e Ristori Bis. Chiediamo nuovamente di svincolare le risorse accantonate per i grandi eventi non realizzati e di metterle subito a disposizione e di reperire altri e più duraturi sostegni finanziari. Non possiamo permetterci di far collassare un tessuto sociale ed economico legato alla filiera della cultura e del turismo -conclude Matteo Ragnacci– perché produrremo un danno irreparabile all’identità stessa della Regione Umbria“.

 

 


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