Covid, bando straordinario per personale sanitario in Umbria

Written by on 11/02/2021

Covid, bando straordinario per personale sanitario in Umbria

Preoccupazione in tutto il paese, Ricciardi: "Rischi esplosioni varianti a marzo"

11/02/2021

covid umbria

Una corsia d'ospedale

PERUGIA – L’emergenza sanitaria da Covid in Umbria è attenzionata speciale per tutto il Paese: da una parte l’avvio di un bando straordinario per reperire medici ed infermieri, dall’altro il monitoraggio delle varianti, soprattutto nelle zone di confine, che potrebbero dilagare nel resto d’Italia già a marzo.

Bando straordinario della Protezione Civile

Un bando straordinario del Dipartimento nazionale di Protezione civile, richiesto dalla Regione Umbria, per reperire medici e infermieri da inviare nelle nostra regione per fronteggiare l’emergenza Covid-19. La notizia è stata data dal ministero per gli Affari regionali, Francesco Boccia. L’ordinanza che precede l’avviso è in fase di definizione in queste ore e la speranza è di riuscire a pubblicare sia il provvedimento che il bando entro l’11 febbraio. A questo proposito il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, ha parlato di “infermieri, operatori socio sanitari e 121 medici”, che potranno sostenere i colleghi dei reparti Covid dell’Umbria aggiungendo che “è dovere di tutti essere al fianco della comunità umbra attraverso il sostegno delle candidature che arriveranno dagli operatori sanitari di tutte le altre Regioni italiane”.

Tesei: “Medici e infermieri dalle regioni vicine”

Medici e infermieri dalle regioni vicine ma anche sostegno nell’accoglienza di pazienti umbri. È la richiesta avanzata dalla presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei ai colleghi governatori. “Come l’Umbria è stata accanto alle altre regioni più colpite nella prima ondata – ha detto Tesei ospite del programma XL NEWS di Umbria Radio -, abbiamo chiesto una collaborazione alle altre regioni per l’invio di personale aggiuntivo per le nostre strutture regionali”. Il problema degli ospedali umbri sarebbe anche la presenza di focolai interni che hanno ridotto il personale in corsia. Una situazione che la presidente ha chiesto ai direttori delle aziende ospedaliere di monitorare dando “indicazioni molto rigide sui controlli sulle misure e l’attuazione dei protocolli in modo molto stretto anche nelle Rsa”.

Per le varianti, preoccupazione per ‘scoppio’ a marzo

La situazione umbra rischia di scoppiare anche nel resto del paese, diversi gli esperti che parlano di una possibile nuova ondata per il mese di marzo in tutta Italia. Sul fronte Covid oggi “la situazione è preoccupante per l’avvento delle varianti, perché non sono monitorate adeguatamente”. Parole di Walter Ricciardi, consigliere del Ministro della Salute. “Non sappiamo esattamente dove e come si stanno diffondendo” aggiunge il consigliere sottolineando come, anche nel caso dell’Umbria, le varianti siano state verificate solo nel momento in cui sono emersi in focolai sporadici. Una situazione che – spiega Ricciardi -, potrebbe esplodere in tutto il Paese nel mese di marzo”. Stesso allarme anche dalla Fondazione Gimbe secondo cui dal 3 al 9 febbraio, in 17 province d’Italia l’incremento percentuale dei nuovi casi ha superato il 5%. “Aumenti marcati che rappresenterebbero spie rosse delle nuove varianti che incombono. Situazioni molto critiche come quelle dell’Umbria – spiega il presidente Nino Cartabellotta – che potrebbero improvvisamente esplodere ovunque”.

Casi di varianti al confine con la Toscana

La situazione è già attenzionata soprattutto nelle zone di confine tra Umbria e Toscana. Due persone ricoverate all’ospedale di Arezzo per Covid sono risultate positive alle varianti, uno brasiliana, l’altro inglese. In fase di approfondimento un terzo caso. La Asl Toscana sud est specifica che un caso “è della zona aretina e ha avuto contatti di lavoro con l’Umbria, gli altri risiedono in località limitrofe alla stessa Umbria”, sempre in provincia di Arezzo. “Per tutti sono state attivate le procedure di tracciamento dei loro contatti”. Intanto a Sansepolcro, comune che potrebbero rischiare la zona rossa al pari di quanto già accaduto a Chiusi (Siena), sono stati riscontrati sei casi e martedì partirà lo screening di massa. E’ invece fissato per sabato un incontro tra il Comune di Cortona e i dirigenti scolastici per valutare le azioni da intraprendere per contenere il contagio soprattutto visto il numero degli studenti pendolari provenienti dall’Umbria


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