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Nuova ondata Covid, la sanità umbra in ‘grave difficoltà’: 10% dei sanitari colpiti dal virus o in quarantena

Written by on 22/03/2022

Nuova ondata Covid, la sanità umbra in ‘grave difficoltà’: 10% dei sanitari colpiti dal virus o in quarantena

Ancora in piazza, lavoratori e sindacati, per chiedere 'il rispetto degli accordi'

22/03/2022

covid sanità umbra

Il presidio dei sindacati della Sanità del 28 settembre 2021

La recrudescenza della pandemia da Covid, con numeri record in Umbria, “sta nuovamente creando gravissime criticità al sistema sanitario e riproponendo situazioni purtroppo già vissute: ritardi nella ripartenza dell’attività ordinaria non-Covid, allungamento delle liste d’attesa, carichi di lavoro insostenibili per il personale, mancate assunzioni stabili e ulteriore perdita di professionalità a vantaggio di altre regioni”. A denunciare la situazione sono le sigle sindacali Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fpl dell’Umbria che annunciano una nuova protesta, in programma a Perugia, sotto la prefettura in piazza Italia, per venerdì 25 marzo.

Gravi difficoltà per la sanità regionale

“La situazione è ancora una volta molto grave – affermano in una nota Tatiana Cazzaniga, segretaria generale della Fp Cgil dell’Umbria, Luca Talevi, segretario generale Fp Cisl Umbria, e Marco Cotone, segretario generale Uil Fpl Umbria – prima di tutto perché la pandemia, oltre a colpire massicciamente la cittadinanza, sta decimando il personale sanitario. Abbiamo attualmente quasi il 10% del personale che è a casa perché positivo o in quarantena e questo, viste le mancate assunzioni, determina una contrazione evidente delle attività ordinarie e quindi un nuovo allungamento delle liste d’attesa. Soltanto grazie alla campagna vaccinale – sottolineano i sindacati – che ha fortemente ridotto i tassi di ospedalizzazione per Covid, la situazione non è degenerata, ma il personale è comunque chiamato ancora una volta ad uno sforzo eccezionale, con continuo ricorso a ordini di servizio (lavoro straordinario), ferie non godute e turni sfiancanti”. “Una situazione che – aggiungono i sindacati – poteva essere prevenuta, traendo insegnamento dalle precedenti ondate, con il rispetto degli accordi sottoscritti e quindi con le assunzioni di personale a tempo indeterminato concordate, ma ancora mai effettuate, se non in una minima parte”. Lo scorso 6 dicembre, unitariamente, i sindacati avevano sottoscritto in Regione un accordo, che ha permesso le proroghe dei contratti a tempo determinato fino a giugno, ma che avrebbe dovuto poi innescare un percorso di stabilizzazioni con un tavolo di gestione che non è però mai stato convocato. “L’obiettivo – concludono Cazzaniga, Talevi e Cotone – era proprio quello di evitare nuove perdite di professionisti a favore di altre regioni, come invece si sta verificando di nuovo”. A fronte di tutto ciò Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fpl si preparano a tornare in piazza. “Lo faremo a Perugia il prossimo 25 marzo, sotto la prefettura – concludono i sindacati – per una mobilitazione unitaria che chiede da una parte risposte sui contratti nazionali (mancano le risorse per i rinnovi) e dall’altra il rispetto degli accordi in Umbria, sia sulle nuove assunzioni che sulle progressioni economiche e sulla vestizione”.


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