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Covid, cluster Pieve di Soligo: la Regione Umbria in contatto con il Veneto

Written by on 17/12/2021

Covid, cluster Pieve di Soligo: la Regione Umbria in contatto con il Veneto

Il paziente zero assente al pellegrinaggio "presente ad una riunione di preparazione"

17/12/2021

consultori familiari

Palazzo Donini, sede della giunta regionale

A seguito della notizia dei 24 positivi tra i 92 turisti veneti, la scorsa settimana in Umbria per un pellegrinaggio ad Assisi, la Regione Umbria si è subito messa in contatto con la Regione Veneto. Attraverso una nota, Palazzo Donini ha comunicato che la Regione guidata dal governatore Luca Zaia ha predisposto l’attività di tracciamento e ha riferito di aver individuato il potenziale paziente zero che non ha partecipato al viaggio, ma era invece presente a una riunione preparatoria. Ad ogni modo per garantire la sicurezza dei cittadini la Regione Umbria sta valutando tutte le azioni per un eventuale ulteriore tracciamento.

La situazione a Pieve di Soligo

Nessuno dei 24 contagiati è in serio pericolo, ma un 78enne del gruppo, ritenuto il caso “indice” dell’infezione – pur avendo rinunciato poi al viaggio – è finito in terapia intensiva. Le sue condizioni sono state definite discrete dai sanitari. L’uomo era vaccinato, doveva solo ancora ricevere la terza dose. Il contagio, quasi certamente, non ha nulla a che vedere con Assisi. Il virus viaggiava già sui pullman con cui i pellegrini, compresi parroco e sindaco, erano partiti da Parè di Conegliano (Treviso). Missione: raggiungere Assisi per installare nella Basilica di San Francesco, lo scorso 8 dicembre, un presepio artistico realizzato nella loro parrocchia. Al rientro in Veneto qualcuno ha iniziato a manifestare segnali di malessere. È così risultato che gran parte dei componenti la comitiva erano positivi ai tamponi per la ricerca del Coronavirus. Partita l’indagine epidemiologica dell’Ulss n.2, è stato definito un cluster di 92 soggetti, molti dei quali saliti 10 giorni prima sui due pullman diretti in Umbria, seguiti da altri concittadini in automobili private, compreso il sindaco, Fabio Chies. Il 78enne ora in terapia intensiva, vaccinato con due dosi, si ritiene sia stato l’origine del contagio per il gruppo, nonostante non avesse poi partecipato al viaggio, a causa di un’indisposizione prima della partenza. Il sindaco Chies, che si è trattenuto con la delegazione di Parè soltanto poche ore, ad Assisi, è risultato invece negativo. Il numero dei soggetti in quarantena potrebbe aumentare qualora, dagli accertamenti tuttora in corso, emergessero altre positività tra gli altri partecipanti al viaggio. Sull’episodio è intervenuta anche il sindaco della città umbra, Stefania Proietti, la quale si dice certa che i pellegrini veneti “non possono avere preso il virus ad Assisi perché non risulta alcuna rilevazione o tracciamento da parte del Dipartimento di prevenzione dell’Asl1 dell’Umbria con cui siamo costantemente in contatto”. “Pur partecipando alla preoccupazione di tutte le persone che si trovano in questi giorni a combattere contro il Covid – prosegue – pare scorretto e strumentale tirare in ballo il nome di Assisi come fosse un posto insidioso e pericoloso per il contagio della pandemia. Da mesi raccomandiamo a cittadini e turisti di attenersi alle misure di sicurezza, invitiamo tutti a sottoporsi al vaccino, e in tutte le occasioni in cui si possono verificare afflussi di persone adottiamo regole ferree”.


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