Covid, ancora in discesa in Umbria i ricoverati in ospedale

Written by on 30/03/2021

Covid, ancora in discesa in Umbria i ricoverati in ospedale

Altri cinque morti e leggera risalita attualmente positivi. Appello dei sindacati per velocizzare le vaccinazioni su persone anziane e soggetti fragili

30/03/2021

Ricoverati Covid

Ancora in discesa in Umbria i ricoverati Covid in ospedale

PERUGIA- Ancora in discesa in Umbria i ricoverati Covid  in ospedale, è il quadro che emerge dai dati della dashboard del sito della Regione aggiornati al 30 marzo. Nell’ultime ventiquattro ore, sono stati quattrocentoquattordici (diciotto in meno rispetto a ieri), mentre, restano stabili i pazienti nei reparti di terapia intensiva (in tutto sessanta i posti occupati). Registrati, inoltre, centottantasei nuovi positivi, centosedici guariti e cinque morti (ancora nessuno nell’ultimo giorno).

In leggera risalita gli attualmente positivi, ora 5.045 (sessantacinque più di ieri). Analizzati 3.677 tamponi e 3.148 test antigenici, con un tasso di positività al Covid è del 2,7 per cento sul totale (era al 2,3 % lo stesso giorno della scorsa settimana) e del 5 per cento sui soli molecolari (era al 4,5%).

 

Appello dei sindacati per velocizzare le vaccinazioni su persone anziane e  soggetti fragili

 

Superare il ritardo accumulato dall’Umbria nelle vaccinazioni, in particolare di persone anziane e fragili, a causa di errori, disorganizzazione e corsie preferenziali sfruttate da alcune categorie dal forte potere contrattuale per usare le parole del premier Mario Draghi.
E’ questa la richiesta che i sindacati dei pensionati dell’Umbria, Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil hanno portato ieri all’incontro convocato dal commissario regionale all’emergenza Covid, Massimo D’Angelo, alla presenza della dottoressa Enrica Ricci, dell’Unità strategica emergenza coronavirus (Usec) e di Michaela Chiodini della direzione regionale Salute.
“Abbiamo riportato al Commissario e alla Regione le tante domande e preoccupazioni delle persone anziane che rappresentiamo -spiegano i tre segretari dei sindacati pensionati, Maria Rita Paggio, Giorgio Menghini e Francesco Ciurnella- che si sono viste dare appuntamenti molto lontani nel tempo, mentre altre categorie, soprattutto di persone giovani e in salute, sono passate avanti. Questo è per noi inaccettabile e bene ha fatto il governo a richiamare il principio che avrebbe dovuto sin dall’inizio guidare tutta la campagna: prima i fragili e le persone anziane. Anche perché solo così – insistono i sindacalisti dei pensionati umbri – potremo ridurre la mortalità, che riguarda nella stragrande maggioranza dei casi, persone ultra settantenni, e alleggerire al contempo il peso sul sistema sanitario”.
Da parte sua, la Regione ha assicurato che proprio nei prossimi giorni ci sarà un’accelerazione sugli over 80, con l’obiettivo di concludere le vaccinazioni di questa fascia (I dose) entro il mese di aprile. Ai sindacati è stato comunicato, però, che ci sono circa ventimila over 80 che non hanno risposto alla chiamata della Regione. Su questo Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil, grazie alla loro capillare rete di presenza sul territorio, si sono messe a disposizione per raggiungere il maggior numero possibile di anziane e anziani e spingerli, qualora non l’avessero fatto, a prenotarsi per la vaccinazione, aiutandoli anche a superare gli ostacoli di carattere tecnologico (prenotazione online) o di mobilità. Proprio in tema di mobilità e difficoltà connesse, i sindacati dei pensionati hanno chiesto al commissario D’Angelo e alla Regione una maggiore accessibilità ai punti vaccinali. Anche qui è stato assicurato che entro i prossimi venti giorni verranno predisposti altri quattro – cinque punti vaccinali in varie zone della regione.
Infine, i sindacati hanno chiesto e ottenuto di essere costantemente aggiornati sui progressi del piano vaccinale.
“Vigileremo con attenzione sull’effettivo andamento delle prossime settimane per verificare che l’accelerazione promessa sia reale -concludono i sindacati- certo è che le persone anziane hanno già pagato un prezzo altissimo nell’ultimo anno e ora è arrivato il momento di proteggerle. Per questo ci vuole efficienza e soprattutto trasparenza”.

 


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