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Corruzione in Umbria, il procuratore Cardella: «La nostra è una società sana, ma attenti a non abbassare la guardia» (VIDEO)

Written by on 22/02/2017

Corruzione in Umbria, il procuratore Cardella: «La nostra è una società sana, ma attenti a non abbassare la guardia» (VIDEO)

22/02/2017

PERUGIA – «L’Umbria è una società sana dal punto di vista della corruzione»: lo ha detto, ai microfoni di Umbria Radio, il Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Perugia, Fausto Cardella, a margine del seminario formativo che si è svolto mercoledì 22 febbraio a Villa Umbra dal titolo ‘I reati contro la Pubblica Amministrazione’.
«Il problema dei reati contro la pubblica amministrazione è un problema diffuso in tuta Italia, si tratta di un fenomeno che c’è ovunque. Qui in Umbria non mi pare che sia una particolare criticità da questo punto di vista, è una società abbastanza sana, rispetto a quella che è la situazione generale. Come ho detto nel discorso per l’inaugurazione dell’anno giudiziario, è una situazione con un alto indice di visibilità ed il che comporta anche un basso indice di criminalità» ha concluso Cardella.

I dati. L’Umbria, infatti, è una delle regione più virtuose (insieme alla Valle d’Aosta) da questo punto di vista. Un’analisi confermata dall’VIII rapporto della Fondazione Res “La corruzione politica al Nord e al Sud, i cambiamenti da Tangentopoli a oggi”, presentato lo scorso dicembre a Palermo. Secondo i dati del rapporto, tuttavia, la corruzione politica appare in crescita, dopo un periodo di lieve calo nel decennio successivo al 1992. Erano 400, infatti, in totale i reati contestati ai politici tra il 1980 e il 1994, valore poi sceso a 317 tra il 1995 e il 2004, mentre tra il 2005 e il 2015 si e’ assistito a un’impennata che ha portato i reati totali commessi da politici a 517, ben al di sopra del livello pre-Tangentopoli. Si tratta di un fenomeno ancora molto presente soprattutto nel Mezzogiorno: tra le regioni con il maggior numero in assoluto di reati legati a questo fenomeno, infatti, ci sono la Campania (246 i reati), poi la Lombardia (209), la Sicilia (167) e quindi la Puglia (129).
La scelta. Da questo punto di vista la Giunta della Regione Umbria, con deliberazione numero 61 del 30 gennaio 2017 e su proposta dell’assessore Antonio Bartolini, ha infatti adottato il proprio piano triennale di prevenzione della corruzione e trasparenza 2017 – 2019, che recepisce e traduce in termini operativi a livello regionale le norme dettate dalla legge 190 del 2012, in materia di prevenzione e repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione, e dal decreto legislativo 33 del 2013 che ha stabilito tutta una serie di obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni, resi ancora più puntuali e stringenti dal decreto legislativo 97 del 2016, meglio conosciuto come FOIA (Freedom Infomation Act) italiano.
Tra le misure adottate viene evidenziato il Protocollo di intesa, monitoraggio e vigilanza collaborativa sugli interventi di emergenza conseguenti al sisma che il 24 agosto 2016 che la Regione Umbria lo scorso ottobre, ha sottoscritto insieme all’Anac, al Dipartimento della Protezione civile e alle Regioni Lazio, Abruzzo e Marche. Entro il prossimo 28 febbraio il Piano triennale di prevenzione della corruzione e trasparenza 2017 – 2019 sarà pubblicato nel portale regionale www.regione.umbria.it nella sezione Amministrazione trasparente.


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