Coronavirus, oltre l’83% dei comuni ha chiuso il bando sui buoni spesa

Written by on 30/04/2020

Coronavirus, oltre l’83% dei comuni ha chiuso il bando sui buoni spesa

30/04/2020

PERUGIA – Buoni spesa, pacchi alimentari e solidarietà alimentare nell’emergenza coronavirus: l’83% degli avvisi relativi alle misure di solidarietà alimentare è ormai chiuso e soltanto il 16,3% è ancora aperto. L’indagine di Anci Umbria, chiusa lunedì scorso, relativa alle misure di solidarietà alimentare per il sostegno a singoli e famiglie in condizioni di necessità a causa della pandemia. L’indagine fa riferimento ai 92 Comuni dell’Umbria.

Esaurimento risorse Sono 81 i Comuni dell’Umbria (l’88,04%) che hanno adottato la tipologia dei buoni spesa per sostenere i cittadini in difficoltà, 9 Comuni (9,7%) hanno affiancato ai buoni spesa i pacchi alimentari e 2 Comuni (2,17%) hanno distribuito direttamente pacchi alimentari. La maggior parte dei bandi relativi agli aiuti sono chiusi per scadenza del termine o per esaurimento delle risorse disponibili (come Bastia Umbra, Bettona, Cannara, Città della Pieve, Castiglion del Lago, Magione, Panicale, Tuoro sul Trasimeno, Valfabbrica, Terni.). Il 12% dei Comuni ha chiuso l’avviso per esaurimento delle risorse entro i primi 20 giorni di aprile. Restano aperti alcuni avvisi che non hanno previsto un limite temporale per la presentazione delle domande, che prevedevano come termine l’esaurimento delle risorse disponibili, nonché altri avvisi in chiusura il 30 aprile (come Bevagna, Gubbio, Nocera Umbra, Torgiano, Calvi dell’Umbria) o il 4 maggio (come Porano).

Nuovi bandi Il 25% dei Comuni aveva, o ha riaperto ora, i termini, o pubblicato nuovi avvisi per assegnazione delle risorse residue della seconda tranche, rivolti in particolare ai cittadini dotati dei requisiti richiesti che non avevano già presentato domanda (fra cui Bevagna, Cerreto di Spoleto, Montefalco, Monteleone di Spoleto, Monte Santa Maria Tiberina, Nocera Umbra, Sant’Anatolia di Narco, Spello, Torgiano, Trevi, Arrone, Avigliano Umbro, Baschi, Calvi dell’Umbria, Giove, Guardea, Lugnano in Teverina, Montecastrilli, Narni, Porano, San Gemini, San Venanzo, e altri). In altri casi, le risorse residue sono state distribuite ai beneficiari idonei con una maggiorazione del contributo previsto.

Risorse economiche La dotazione di risorse prevista per i 92 Comuni umbri ammontava a oltre 5 milioni e 500 mila euro. Sono stati, inoltre, stanziati ulteriori fondi da parte dei Comuni, grazie all’attivazione di misure di solidarietà alimentare da parte di privati, terzo settore e associazionismo. Molti Comuni hanno aperto un conto corrente dedicato alle donazioni. In alcuni casi, evidenza lo studio di Anci Umbria, i fondi provenienti dalle donazioni sono stati fondamentali per soddisfare tutte le richieste pervenute, per le quali le risorse previste risultavano insufficienti. Questo è avvenuto sia in Comuni più grandi (come Assisi, Perugia e Città della Pieve), sia in Comuni di dimensioni ridotte, fra cui Parrano. Alcuni Comuni hanno integrato con risorse da proprio bilancio i fondi destinati alle misure di solidarietà alimentare (Montone, Panicale, Scheggino, Todi, Narni) Alcuni Comuni, a fronte dell’elevato numero di richieste, sono stati costretti a rimodulare gli importi dei buoni spesa per poter soddisfare tutte le richieste come a Umbertide e a Valtopina. Nella solidarietà alimentare, su tutto il territorio regionale, sono stati coinvolti quasi 800 esercizi commerciali e fra questi anche 76 farmacie e parafarmacie.


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