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Commercio Equo e Solidale : lanciata una petizione per il ripristino dei fondi

Written by on 03/06/2021

Commercio Equo e Solidale : lanciata una petizione per il ripristino dei fondi

Un incontro in programma venerdì 4 giugno al Cinema Astra di San Giustino, dopo che la Regione Umbria ha deciso di non rifinanziare la legge in materia

03/06/2021

Commercio Equo e Solidale

Una bottega del Commercio Equo e Solidale

SAN GIUSTINO- Sono ancora incredule le associazioni umbre del Commercio Equo (Comes) dopo la decisione della Giunta regionale dell’Umbria, e in particolare dell’Assessore allo Sviluppo Economico, Michele Fioroni, di non rifinanziare la Legge Regionale n.3 del 2007 che prevede politiche a sostegno della cooperazione internazionale e promuove il Commercio Equo e Solidale e il sostegno alla crescita economica e sociale, nel rispetto dei diritti dei Paesi in via di sviluppo.

Intanto è stata lanciata da qualche settimana una petizione per chiedere alla Regione Umbria di ripristinare i fondi. Diverse botteghe italiane, moltissimi cittadini umbri e non solo stanno aderendo. Mentre a livello istituzionale attenzione è stata messa in campo da parte della Consigliera del Comune di Perugia, Lucia Maddoli, e dal Gruppo Idee-Persone-Perugia, cha ha presentato, poi approvato (quattro voti favorevoli, due contrari e sette astenuti), l’Ordine del giorno a sostegno del mondo del commercio equo e solidale, perché l’amministrazione del Comune di Perugia intervenga per chiedere alla Regione di ripristinare le risorse nel bilancio destinate a tali attività.

Attenzione anche da parte di uno dei Comuni più interessati alla questione, quello di Città di Castello dove un Ordine del Giorno a sostegno, è passato a voto unanime con la sola astensione della Lega (ricordiamo, infatti, che Città di Castello ospita da diversi anni Altrocioccolato, manifestazione culturale sui temi del commercio equo, evento importante per il territorio).

Per commercio equo si intende l’organizzazione che promuove modalità di produzione e di commercializzazione in grado di garantire il rispetto della dignità e dei diritti dei lavoratori e il rispetto dell’ambiente, soprattutto in riferimento alle comunità svantaggiate del Sud del mondo, ma che ormai da anni, come l’Assessore e la Giunta dovrebbero sapere, include produttori e artigiani locali (soprattutto delle aree marginali dell’Umbria) dando vita ad interessanti forme di economia sociale.

La Regione Umbria è stata tra le prime ad istituire una legge ad hoc, diventando modello anche per altre regioni italiane, e ciò ha consentito alle botteghe equosolidali di gestire negli anni, oltre alle normali attività di vendita dei prodotti Fairtrade, iniziative culturali, di socializzazione, campagne di sensibilizzazione per il riconoscimento dei diritti e per il consumo sostenibile.

“Siamo senza parole, davvero increduli -spiegano dall’Associazione regionale del Commercio Equo- Parliamo di 35.000 euro che spendiamo di fatto tutti in Umbria e che creano un circuito virtuoso di grande valore sul piano didattico-formativo, sociale ed economico. Questa è una vera mancanza di lungimiranza. Ci chiediamo se l’Assessore allo Sviluppo Economico conosca il nostro lavoro, le nostre azioni o se abbia deciso di tagliare a caso o, peggio, senza valutare la ricaduta concreta della sua decisione; questo sarebbe ancora più grave per un amministratore pubblico che è chiamato a gestire risorse per il bene della comunità.

Si tratta di una situazione paradossale -commentano- poiché di fronte alla richiesta di chiarimento e dialogo rispetto a quella che è e appare come una decisione politica, la Regione sostiene prima di non vedere la necessità di continuare a finanziare questo tipo di attività, perché superate, per poi dichiarare di dover utilizzare il piccolo fondo, che ricordiamo essere di 35.000 €, per coprire la spesa di cofinanziamento della Regione sulla programmazione comunitaria (non si capisce come un così piccolo contributo (c.ca 0,04 €/abitante) possa concretamente finanziare i programmi comunitari che richiedono ben altre ed ingenti somme)”.

L’Umbria è stata una delle prime Regioni in Italia a promuovere una Legge dedicata al Commercio Equo e Solidale (L.R. 6 febbraio 2007, n. 3). Ad oggi sono presenti, oltre a quella umbra, altre undici leggi regionali, in Toscana, Liguria, Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Marche, Puglia, Abruzzo e Lazio.

Da parte della Giunta Tesei non si è tenuto minimamente conto della forte valenza culturale, sociale ed educativa che hanno avuto quei fondi così come sono stati spesi e gestiti finora.

“Siamo stati ricevuti -proseguono dal Comes Umbria- ma non realmente ascoltati, da un Assessore e una Giunta che, ancora una volta, hanno deciso di compiere un altro passo per penalizzare chi ha poco, chi è svantaggiato, chi cerca di costruire alternative concrete. Cancellare quel finanziamento, per noi operatori del Comes, significa invece molto, moralmente prima che materialmente, perché ci troveremo ad essere solidali in una Regione che dimostra di non esserlo fino in fondo”

Vale la pena ricordare le azioni realizzate negli ultimi anni nelle diverse città della regione (Perugia, Terni, Città di Castello, Orvieto, San Giustino, Gubbio, Castiglion del Lago, Umbertide, Assisi, Foligno):

– migliaia di ore di attività educative nelle scuole di ogni ordine e grado;

– sviluppo ed organizzazione di gruppi di acquisto solidale che includono anche produttori umbri;

– realizzazione di mercati rionali e per il recupero di aree marginalizzate;

– creazione di reti con decine e centinaia di piccoli produttori locali consapevoli e responsabili;

– supporto informativo a centinaia di migliaia di consumatori;

– diffusione e vendita di prodotti di filiera interamente del commercio equo solidale;

– diffusione e vendita di prodotti dell’economia sociale, solidale, biologica ed ecologica locale, regionale e nazionale;

– organizzazione di Altrocioccolato, tra gli eventi più importanti a livello nazionale che risaltano in modo etico e responsabile uno dei prodotti di punta della regione Umbria: il cioccolato;

– sviluppo di campagne informative, video-documentari, mostre, allestimenti;

– promozione della cultura e delle forme espressive ed artistiche locali e regionali;

– promozione e diffusione del turismo responsabile e sostenibile.

– sviluppo di marchi e prodotti.

A sostegno della petizione lanciata nelle scorse settimane, è in programma una serata-evento venerdì 4 giugno al Cinema Astra di San Giustino, in cui verrà proiettato il documentario La pancia verde. Autorganizzarsi in tempi d’emergenza ,del regista Ferdinando Amato (prodotto da Umbria Equosolidale ed Altrocioccolato). Uno sguardo su quella parte dell’Umbria che, durante la pandemia, si è attivata perché davvero nessuno restasse solo, garantendo cibo e assistenza a chiunque ne avesse bisogno. Attraverso reti mutualistiche e la scelta di filiere locali, sane e non inquinanti, il cibo diventa allora una scelta fortemente politica, sulla quale questo lavoro invita a riflettere.


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