Coldiretti Umbria presenta un documento per contenere i danni della fauna selvatica

Written by on 03/02/2021

Coldiretti Umbria presenta un documento per contenere i danni della fauna selvatica

Proposte e richieste rivolte agli amministratori e politici della Regione con l' obiettivo "di contribuire ad arginare in modo efficace la piaga dei danni provocati"

03/02/2021

I vertici di Coldiretti Umbria nel corso della presentazione del documento per contenere i danni della fauna selvatica

PERUGIA- Coldiretti Umbria, presenta un documento con proposte e richieste rivolte agli amministratori e decisori politici umbri, con l’ obiettivo di contribuire ad arginare in modo efficace la piaga dei danni provocati dalla fauna selvatica. Un manifesto dal titolo Tuteliamo territorio e imprese, presentato oggi che sarà consegnato alla presidente della Giunta regionale, Donatella Tesei, al presidente dell’ Assemblea legislativa, Marco Squarta, ai prefetti, agli assessori regionali all’Agricoltura e alla Sanità, ai sindaci, ai parlamentari umbri, ai presidenti di Provincia e ad altri esponenti istituzionali.

Ad annunciarlo sono stati il presidente regionale Coldiretti, Albano Agabiti, e il direttore, Mario Rossi, durante una conferenza stampa organizzata dall’organizzazione agricola per illustrare il documento. Nel corso dell’ incontro è stato denunciato “il proliferare abnorme dei cinghiali che provocano gravissimi danni ad imprese agricole, coltivazioni, biodiversità e ambiente, minacciando anche sicurezza e salute pubblica”.

“Specie in questo tempo di pandemia -ha spiegato il presidente Agabiti– occorre moltiplicare gli sforzi per arrestare l’incontrollata proliferazione degli animali selvatici, in particolare dei cinghiali, il cui numero in Umbria, insostenibile, si stima abbia superato abbondantemente i centomila esemplari e su cui neanche la pur positiva proroga del calendario venatorio per gli ungulati fino al 31 gennaio potrà sortire incisivi effetti”.

Tra le misure straordinarie richieste, c’ è l’adozione di un piano di controllo della specie cinghiale, che preveda l’utilizzo di ogni strumento; inoltre, la possibilità per l’agricoltore in possesso di licenza, di intervenire direttamente o allestire trappole idonee alla cattura di cinghiali che si trovano all’ interno del proprio fondo, previa comunicazione agli organi preposti senza il rispetto del termine previsto.

Tra quelle ordinarie, invece, la richiesta alla Regione di un tavolo permanente che avanzi nel termine massimo di due mesi proposte condivise sui seguenti temi: censimento della specie; definizione delle aree non vocate alla presenza del cinghiale e piani di controllo specifici; pubblicazione dei dati; maggior coinvolgimento degli Enti gestori delle aree naturali protette; costruzione di un sistema snello per la commercializzazione della carne degli ungulati; contributi concreti e proporzionati agli agricoltori, per l’ acquisto di reti elettrificate; rivisitazione e modifica del sistema di accertamento dei danni ed indennizzo.

“E’ necessario fare di tutto e prima possibile -ha concluso il direttore di Coldiretti Umbria, Rossi– con un intervento concreto che arresti le devastazioni dei cinghiali su tutto il territorio regionale, che aggravano le perdite conseguenti alla pandemia. Il nostro obiettivo, è di continuare a produrre per i cittadini e non per gli animali selvatici nocivi; gli agricoltori vogliono solo poter legittimamente fare impresa, senza essere costretti a vigilare anche di notte sulle proprie colture“.


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