Chiusura Treofan di Terni, l’annuncio di Jindal al Mise

Written by on 05/11/2020

Chiusura Treofan di Terni, l’annuncio di Jindal al Mise

Fioroni attacca: "Volgare mancanza di rispetto". Todde: "Grave mentire alle istituzioni". Sindacati: "Cedere il sito a nuovi imprenditori"

05/11/2020

Stabilimento Treofan di Terni

Stabilimento Treofan di Terni

TERNI – Alla fine, come temevano lavoratori e sindacati, l’annuncio è arrivato: il gruppo Jindal, proprietario della Treofan, ha ufficializzato giovedì pomeriggio la chiusura dello stabilimento di Terni attraverso la messa in liquidazione della società. Lo ha fatto nel corso dell’incontro in videoconferenza convocato dal ministero dello Sviluppo economico, al quale hanno preso parte anche istituzioni locali, sindacati di categoria e rsu.

Dura reazione dell’assessore regionale Fioroni

Durissima presa di posizione dell’assessore allo sviluppo economico Michele Fioroni durante il tavolo Treofan odierno, convocato dal Ministero dello sviluppo economico. “L’annuncio della chiusura del sito Treofan di Terni – dichiara l’assessore Fioroni – è una volgare mancanza di rispetto per il Paese, per la Regione Umbria, per la città di Terni e per tutti quei lavoratori che stanno rischiando il posto di lavoro. Dopo otto mesi di trattative non si può prendere in giro la storia industriale della città, la competenza produttiva nel settore chimico e tutte le aziende che operano nel polo ternano, che hanno espresso da subito tutta la loro preoccupazione. Non è ammissibile un atteggiamento di questo tipo – conclude l’assessore – dopo che ci siamo impegnati a sostenere con i nostri strumenti l’ipotesi di sviluppo industriale dello stabilimento in questione. Ci opporremo in ogni sede e con ogni mezzo anche legale, in sintonia con il ministero, a questa decisione”.

Sottosegretaria Todde: “Grave mentire alle istituzioni”

“Non rispettare e mentire alle istituzioni è molto grave e questa vostra presa di posizione verrà perseguita con tutti gli strumenti a nostra disposizione”. Altra stoccata alla Jindal arriva dalla sottosegretaria Alessandra Todde che, dopo l’incontro al Mise sulla Treofan, attraverso una nota ha ripercorso le tappe della vertenza del polo chimico ternano. “Ad agosto – scrive Todde – siamo riusciti a raggiungere un accordo fra le parti, interrompendo anche uno sciopero che andava avanti da settimane” rivolgendosi direttamente alla proprietà scrive “ma con questa vostra scelta ingiustificabile avete preso in giro il Paese, il Governo e tutti i lavoratori. Dopo otto mesi di trattative, voltare le spalle alla storia industriale della città e a tutte le aziende che operano nel polo ternano – che hanno espresso da subito tutta la loro preoccupazione – è un danno enorme”. La sottosegretaria ha anche spiegato che durante le varie “continue” interlocuzioni “abbiamo riscontrato da parte dell’azienda numerose scuse e diversi tentativi di sviare le regole. In Italia non si lavora in questo modo, non si calpestano le Istituzioni”. Todde ha annunciato l’impegno da parte del Governo a trovare qualsiasi mezzo possibile per evitare che l’azienda si muova verso la chiusura del sito di Terni e anche dei controlli approfonditi sul corretto uso della Cassa Covid-19, verificando che “non ci siano stati volutamente spostamenti di ordini in altri stabilimenti del gruppo che abbiano determinato la riduzione della produzione”.

Dialogo aperto

Nonostante la dura reazione all’annuncio di Jindal, Todde ha ribadito la disponibilità del Mise a tenere aperto il dialogo annunciando però che se l’azienda non farà un passo indietro sulla messa in liquidazione annunciata, “ne prenderemo atto. Le Istituzioni italiane, a livello nazionale, regionale e locale sono compatte su questo caso e procederanno in maniera uniforme”.  Soluzioni rapide per Terni e i lavoratori, chiede Todde, che specifica come la scelta di Jindal comporti “uno scontro istituzionale, calpestando completamente le aperture al dialogo proposte anche nei giorni passati”. Il tavolo sulla vertenza Treofan rimarrà aperto al Mise fino a quando Jindal non darà una risposta definitiva sul percorso che vuole intraprendere e alle richiesta di Todde di trovare un percorso condiviso per una soluzione che non contempli la liquidazione, ma una strada alternativa che non conduca l’azienda a scontrarsi frontalmente con le istituzioni e le organizzazioni sindacali.

Ugl chimici: “Continuare la produzione cedendo il sito ad altri imprenditori”

L’annuncio della chisura dello stabilimento Trefona di Terni, dato dall’amministratore delegato dal gruppo indiano Jindal, ha trovato anche l’opposizione dei sindacati. In una nota, Ugl Chimici ritiene la scelta “ingiusta e figlia di una strategia irresponsabile del gruppo Jindal”. “In questi due anni – ha detto nel suo intervento l’esponente della segreteria nazionale dell’Ugl Chimici Enzo Valente – abbiamo osservato il disinteresse del management e denunciato lo spostamento delle commesse verso altri stabilimenti, motivo per cui questo annuncio oggi non ci sorprende. Apprezziamo la presa di posizione del Mise che ha deciso di rifiutare la messa in liquidazione e le posizioni di Regione e Comune che hanno ben sottolineato come il gruppo indiano abbia acquisito in Italia know-how, abbia preso fondi pubblici, e poi chiuso due stabilimenti come Battipaglia e Terni. Occorre ora verificare la legittimità di tutte queste operazioni”. Il sindacato ha proposto al Mise di prendere in mano la situazione. “Il Governo assuma il comando della situazione nominando un advisor per la vendita libera dello stabilimento anche a concorrenti del settore. È questa la soluzione migliore per mantenere l’attività produttiva sul territorio di Terni e salvaguardare i livelli occupazionali. Pretendiamo che su Terni si continui a fare impresa e auspichiamo che Kaufmann e la proprietà mostrino il senso di responsabilità sociale non avuta in questi due anni”.


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