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La classifica del Censis sulle Università italiane: Unipg prima tra i grandi atenei

Written by on 19/07/2021

La classifica del Censis sulle Università italiane: Unipg prima tra i grandi atenei

Non calano le immatricolazioni per l'anno accademico 2020/21 nonostante il Covid

19/07/2021

censis università unipg

Palazzo Murena, sede del rettorato

PERUGIA –  Il Covid non ha inciso sulla scelta universitaria, con le iscrizioni che non calano, ma con gli atenei che diventano sempre più ‘rosa’ con una forte prevalenza di studentesse. In base ai risultati della classifica degli atenei italiani del Censis, l’Università degli studi di Perugia (Unipg) mantiene la posizione di vetta per quanto riguarda i grandi atenei statali.

I dati del Censis

Il Censis, basandosi sui dati pre-Covid, ha misurato gli atenei italiani in base a 6 parametri: i servizi (alloggi e mense), le borse di studio, le strutture (aule, biblioteche, laboratori), la comunicazione e i servizi digitali, i laureati occupati dopo un anno, l’internazionalizzazione. Sono 8, invece, le categorie definite per individuare le migliori università: mega atenei statali (oltre 40 mila iscritti), grandi atenei statali (da 20 mila a 40 mila iscritti, come l’Università di Perugia), medi atenei statali (da 10 mila a 20 mila iscritti), piccoli atenei statali (fino a 10 mila iscritti), politecnici, grandi atenei non statali (oltre 10 mila iscritti), medi atenei non statali (da 5 mila a 10 mila iscritti), piccoli atenei non statali (fino a 5 mila iscritti). La temuta contrazione delle iscrizioni a causa della pandemia nell’anno accademico 2020-2021, sottolinea il Censis, non c’è stata, anche grazie alle misure eccezionali di sostegno del diritto allo studio approvate. Al contrario, la crescita del
4,4% degli immatricolati consolida l’andamento positivo che si ripete ormai da sette anni. Calcolato sulla popolazione 19enne, il tasso di immatricolazione ha raggiunto quota 56,8%. Nel 2020, a fronte di un tasso di immatricolazione maschile pari a 48,5%, quello femminile è stato del 65,7%. Per le femmine si è registrato un incremento annuo del 5,3% rispetto al +3,3% dei maschi immatricolati. Con il 77,7% di studentesse immatricolate, l’area disciplinare Artistica-Letteraria-Insegnamento è quella con il tasso di femminilizzazione più elevato. All’opposto, nell’area Stem (Science, Technology, Engineering and Mathematics) l’universo femminile è rappresentato da una quota che, pur crescendo di anno in anno, resta ancora minoritaria (il 39,4%).

Perugia ancora in vetta

Sono molte le conferme rispetto alla classifica Censis 2019. Se gli atenei di Bologna, prima con un punteggio di 91,8, e Padova (88,7) si confermano al primo e secondo posto nella classifica dei mega atenei statali, anche l’Università degli Studi di Perugia si conferma prima tra i grandi atenei (da 20.000 a 40.000 iscritti). L’Unipg ottiene un punteggio complessivo di 93,3 nel ranking del Censis. A seguire l’ateneo di Salerno che scala la classifica di sei posizioni (91,8), passando dall’ottavo al secondo posto, mentre arretra di una posizione Pavia (91,2), che scende in terza posizione. Stabile al quarto posto l’Università della Calabria (90,2), cui segue al quinto posto con un punteggio di 89,7 Ca’ Foscari, che quest’anno compie il salto dimensionale dai medi ai grandi atenei statali. La classifica Censis dei medi atenei statali vede anche
quest’anno Trento prima (da 10.000 a 20.000 iscritti), con un punteggio pari a 97,3. Nella classifica dei piccoli atenei statali (fino a 10.000 iscritti) difende la prima posizione Camerino, con un punteggio complessivo pari a 98,2, seguita da un altro ateneo marchigiano, Macerata, che totalizza 86,5 punti e che per classe dimensionale non si colloca più tra i medi atenei statali. In compagna dell’Unipg, in prima posizione nelle classifiche delle rispettive categorie Bologna, Trento, Camerino, Politecnico di Milano e Bocconi.

Politenici e atenei non statali

La classifica dei politecnici è guidata anche quest’anno da Milano (con 93,3 punti) e vede al secondo posto lo Iuav di Venezia (90,3) e al terzo  Torino (90,2), seguito Bari (86,0), che chiude la classifica. Tra i grandi atenei non statali (oltre 10.000 iscritti) è in prima posizione anche quest’anno la Bocconi (96,2), seguita dalla Cattolica (80,2). Tra i medi (da 5.000 a 10.000 iscritti) è la Luiss a collocarsi in prima posizione, con un punteggio pari a 94,2, seguita dalla Lumsa (85,8). Tra i piccoli (fino a 5.000 iscritti) la Libera Università di Bolzano continua a occupare il vertice (con un punteggio di 101,0), seguita in seconda posizione dall’Università di Roma Europea (91,2). Chiude la graduatoria l’Università Lum Jean Monnet (75,0), in ultima posizione, preceduta dallUniversità di Enna Kore (76,2).

Il rettore

“Al di là delle classifiche, che rappresentano uno strumento importante ma sempre delicato, mi fa particolarmente piacere osservare come la comunità accademica universitaria stia riscoprendo un senso di appartenenza e di missione comune, al servizio del benessere del territorio e delle persone”: Maurizio Oliviero, rettore dell’Università degli Studi di Perugia, commenta così la ricerca del Censis che la vede ancora prima tra i grandi Atenei statali. “Un risultato condiviso che è il frutto del lavoro quotidiano, svolto con serietà, passione e competenza, dal corpo docente e dal personale tecnico, amministrativo, bibliotecario e cel ma anche del preziosissimo apporto di idee e proposte di studentesse e studenti, che ci stanno sostenendo con grande entusiasmo e che rappresentano innanzi tutto il nostro presente, oltre che il nostro futuro” ha aggiunto.


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