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Cemento Gubbio, lavoratori intesa per “politica sviluppo”

Written by on 29/09/2022

Cemento Gubbio, lavoratori intesa per “politica sviluppo”

In seconda Commissione ricevuti i rappresentanti delle aziende Colacem e Barbetti

29/09/2022

cemento gubbio

La sede Colacem a Gubbio

La richiesta di un protocollo d’intesa “per giungere ad una corretta politica di sviluppo industriale allo scopo di vincere la sfida della transizione ambientale” è stata avanzata dai lavori nel corso di un’audizione in seconda Commissione dell’Assemblea legislativa, presieduta da Valerio Mancini, chiesta dei sindacati, sulle prospettive del distretto del cemento di Gubbio. Presenti i rappresentanti delle aziende Colacem e Barbetti ed il sindaco di Gubbio Filippo Stirati. La richiesta dei lavoratori – si legge in un comunicato di Palazzo Cesaroni – ha come obiettivi innovazione tecnologica e decarbonizzazione ma anche salvaguardia dei posti di lavoro, “alla luce di una situazione attuale in cui ai problemi innestati dalle pesanti ripercussioni per le aziende energivore dovute alle limitazioni delle quote di Co2 si aggiungono le conseguenze dell’attuale crisi economica”. Prospettata anche l’idea di un Centro di ricerca a Gubbio per la sperimentazione di nuove frontiere che coinvolga le due aziende. Per il gruppo Barbetti, il responsabile delle relazioni esterne Rocco Girlanda ha detto che “l’azienda ha perso il 60% della produzione dall’inizio della crisi del settore nel 2008, riuscendo a evitare riduzioni del personale con il sacrificio degli azionisti, che hanno rinunciato agli utili”. Segnalate anche “le difficoltà della fase di transizione, con i costi del metano, soluzione più ecologica, al momento insostenibili”. Per la Colacem, Patrizio Pedetta ha detto che “l’azienda è in grado di utilizzare il Css come combustibile ma ha sottolineato come il mercato sia in forte flessione, al punto che gli impianti sono fermi, a dimostrazione che la produttività resta basata su cemento e calcestruzzo e che la narrazione che equipara i cementifici agli inceneritori sia sbagliata”. Il sindaco di Gubbio, Filippo Stirati, ha chiarito la posizione dell’amministrazione eugubina che, “recependo richieste di controlli ambientali a tutela della salute pubblica provenienti non solo dai cittadini, ha fatto ricorso contro l’autorizzazione semplificata sul Css concessa dalla Regione Umbria anziché la procedura di Via (Valutazione impatto ambientale), lamentando la non attivazione di un tavolo dedicato da parte della Giunta regionale per chiarire la situazione, per cui il Comune di Gubbio ha dovuto agire da solo facendo intervenire un consulente esperto per indicare un corretto monitoraggio ambientale e fornire rassicurazioni alla popolazione”. Mancini – si legge ancora nella nota dell’Assemblea -, ha detto che “è necessario un intervento anche da parte delle istituzioni per evitare che il sistema produttivo umbro si disintegri sotto i colpi della crisi e delle limitazioni normative intervenute”. “Prima di pensare a svolte futuribili come l’idrogeno, per cui ci vorranno chissà quanti anni ancora – ha aggiunto -, bisogna pensare al domani di queste aziende, che fra qualche anno potrebbero non esserci più se le contingenze negative continuassero ad aumentare. Bene la proposta di redigere un protocollo sulla questione, che dovrà includere fra le parti in causa anche l’Assemblea legislativa in quanto il tema del lavoro e dello sviluppo economico sono fondamentali per l’attività di questa istituzione”. Il consigliere regionale del M5s Thomas De Luca ha ricordato di avere presentato un atto in Assemblea “che voleva impegnare la Giunta regionale ad attivarsi con sindaco, aziende, enti di ricerca e Università per un polo nazionale dell’idrogeno a Gubbio, proposta che è stata bocciata, mentre invece è necessario che l’Aula di Palazzo Cesaroni torni ad occuparsene e risolva i vari nodi, fra cui quello di un Piano rifiuti regionale che prevede la termovalorizzazione, non il Css o altro”. Anche per Michele Bettarelli (Pd) “serve un confronto per trovare soluzioni in un periodo di grave crisi generale e la Giunta avrebbe dovuto essere presente nei vari passaggi di cui oggi abbiamo avuto notizia grazie al contributo di sindacati, aziende e sindaco di Gubbio”. “Ben venga – ha proseguito – un protocollo d’intesa e la collaborazione di tutti per trovare soluzioni e fissare obiettivi”. Vincenzo Bianconi, Gruppo Misto, ha detto che “bisogna gestire questa emergenza e stilare un piano proiettato verso la transizione ecologica di alto profilo, come si addice a una regione additata come cuore verde d’Italia”. “Necessario entro breve tempo – ha sostenuto – un documento condiviso che sia mediazione intelligente fra tutte le parti”. Nicola Locchi, dell’assessorato regionale allo sviluppo economico, ha ricordato che “anche le grandi imprese possono accedere agli avvisi relativi alla programmazione 2021-2027 con bandi relativi all’efficienza energetica, al miglioramento delle macchine o dei cicli produttivi, con avviso ad hoc per quanto riguarda fonti rinnovabili, fotovoltaico e economia circolare, mentre si attendono le ultime misure sui combustibili alternativi”. “Ci sono ritardi da parte del Ministero – ha concluso – ma i fondi relativi al Por, almeno una prima tranche, dovrebbero arrivare tra dicembre e gennaio”.


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