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‘L’eredità del Cardinale Martini’, dialogo e confronto a Perugia

Written by on 05/05/2022

‘L’eredità del Cardinale Martini’, dialogo e confronto a Perugia

L'incontro organizzato dall'Istituto Conestabile - Piastrelli in programma venerdì 6 maggio

05/05/2022

cardinale martini perugia

Il cardinale Carlo Maria Martini (Torino, 15 febbraio 1927 – Gallarate, 31 agosto 2012)

Una figura importante che ha dato voce al sogno di una Chiesa rinnovata: il cardinale Carlo Maria Martini, per 23 anni arcivescovo della Diocesi di Milano, è stato uno dei protagonisti del Concilio Vaticano II. Dialogo e non contrapposizione nei confronti di una società in rapido cambiamento, è stato il lascito più grande di un testimone di una Chiesa in cammino, di una Chiesa in cambiamento che, oggi più che mai – con l’apertura del Sinodo 2021-2023 -, torna ad essere un punto di riferimento per molti cattolici ma anche per i non credenti. Da qui, la volontà dell’Istituto Conestabile – Piastrelli,  associazione culturale di ispirazione cattolica fondata a Perugia nel 1955 da Luigi Piastrelli, attivo e autorevole sacerdote perugino, di riscoprire la figura del cardinale Martini e il suo lascito a distanza di 10 anni dalla sua morte. Venerdì 6 maggio, alle 17,30, alle 17 alla sede dell’Istituto, nell’0raotrio Ss. Annunziata, in piazza Mariotti 1 a Perugia, si terrà l’incontro con Franco Monaco, presidente dell’Associazione politico-culturale ‘Città dell’Uomo’, ex parlamentare e già presidente dell’Azione Cattolica ambrosiana e diretto collaboratore del cardinale Martini. La testimonianza di Monaco sarà l’occasione per tutti i partecipanti per ricoprire la grande attualità dell’eredità del cardinale Martini che, in continuità con lo spirito di rinnovamento portato da Papa Francesco, darà l’opportunità per recuperare il dialogo all’interno della società civile, tra cattolici e non credenti, tra istituzioni e Chiesa. Il presidente dell’Istituto Conestabile -Piastrelli, il professore Gianfranco Maddoli, dai microfoni di Umbria Radio, riflette sulla grande occasione di approfondimento della figura del cardinale Martini “ancora più importante in questo momento storico in cui la Chiesa si trova in grande difficoltà”.

Franco Monaco

Franco Monaco, laureato in Scienze Politiche all’Università Cattolica di Milano, è uno degli intellettuali cristiani più impegnati in Italia nella nella dimensione ecclesiale e pubblica: formatosi alla scuola di Giuseppe Dossetti, di cui ha curato gli interventi sulla Costituzione (2005), è stato Presidente dell’associazione “Città dell’uomo” fondata da Giuseppe Lazzati, e ha condiviso la profetica testimonianza di Giorgio La Pira. Collaboratore di Romano Prodi, è stato eletto parlamentare per due legislature (nella prima in Umbria) e poi al Senato, ed è stato capogruppo de “I Democratici”, movimento politico fondato insieme al Presidente del Consiglio. Molto vicino al Cardinal Martini, che dal 1986 al 1992 lo nominò presidente dell’Azione Cattolica ambrosiana, ha goduto della piena fiducia dell’Arcivescovo di Milano, del quale fu stretto collaboratore per anni: in questa veste ha seguito personalmente e vissuto le dinamiche della Chiesa italiana, dal Concilio Vaticano II alle successive problematiche fino al Sinodo oggi in corso; attraverso il pensiero e l’azione del Cardinale, protagonista di riferimento nella riforma della Chiesa cattolica, è in grado di presentare compiutamente nell’incontro promosso dall’Istituto Conestabile Piastrelli il quadro complessivo delle istanze che mossero e muovono il laicato e la comunità ecclesiale italiana nel suo complesso contesto storico.

Cardinale Martini

Nato a Torino il 15 febbraio 1927, Carlo Maria Martini entra nella Compagnia di Gesù il 25 settembre del 1944, a soli diciassette anni. Dopo il noviziato a Cuneo, studia filosofia a Gallarate e teologia nella Facoltà teologica di Chieri, dove viene ordinato sacerdote il 13 luglio 1952 dall’arcivescovo di Torino, cardinale Maurilio Fossati. Nel 1958 si laurea in teologia alla Pontificia Università Gregoriana con una tesi sul problema storico della Risurrezione. Dopo aver insegnato nella Facoltà di Chieri, torna a Roma e, nel 1966, si laurea in Sacra Scrittura summa cum laudeal Pontificio Istituto Biblico, dove diviene prima decano della Facoltà di Sacra Scrittura e poi rettore dal 1969 al 1978. In quello stesso anno viene nominato rettore della Pontificia Università Gregoriana. Numerose le sue pubblicazioni scientifiche, tra le quali una traduzione italiana commentata degli Atti degli apostoli (1970), gli studi raccolti in La parola di Dio alle origini della Chiesa (1980) e soprattutto l’edizione critica, curata insieme ad altri specialisti di diverse confessioni cristiane, del diffuso The Greek New Testament (quarta edizione rivista, 1993). Predicatore di esercizi spirituali e attivo nel dialogo ecumenico e in quello con l’ebraismo, nel 1978 viene chiamato da Paolo VI a predicare gli esercizi spirituali quaresimali in Vaticano. Il 29 dicembre 1979 Giovanni Paolo II lo nomina Arcivescovo di Milano. Nel 1980 Giovanni Paolo II gli conferisce personalmente l’ordinazione episcopale nella solennità dell’Epifania. L’ingresso a Milano, dove succede al cardinale Giovanni Colombo, avviene il 10 febbraio dello stesso anno. Il 4 novembre 1993 convoca il 47° Sinodo diocesano di Milano, conclusosi il 1° febbraio 1995, mentre nel 1997 presiede le celebrazioni per il XVI centenario della morte di sant’Ambrogio, patrono della diocesi. L’impegno del cardinale Martini, divenuto durante i ventitré anni di episcopato una delle personalità più conosciute e rispettate della Chiesa cattolica, varca presto i confini diocesani e nazionali. Rimane alla guida della diocesi fino al 2002. Più di un ventennio durante il quale la città vive tra l’altro gli anni di piombo del terrorismo e i rivolgimenti di Mani Pulite e si abitua a riconoscere sempre in lui il primo riferimento morale. Tutta la città, credente e non. Fa ormai parte della storia l’episodio della consegna di un arsenale di armi in arcivescovado da parte di militanti di Prima Linea e del Comitato comunista rivoluzionario (CoCoRi). Vasto eco, al di là dei limiti territoriali della diocesi, hanno le sue Lettere Pastorali e i Discorsi alla città di Milano, raccolti nel volume Parola alla Chiesa Parola alla Città (EDB 2002), mentre una larghissima scelta di testi suoi viene pubblicata nel 2011 con il titolo Le ragioni del credere. Molte delle sue pubblicazioni sono tradotte in diverse lingue e vengono lette nei cinque continenti, da credenti e non credenti.  Nel 2008, attorno a Pasqua, le sue condizioni di salute peggiorano, e decide di rientrare in Italia per curarsi: si stabilisce a Gallarate (Varese), nella vecchia struttura dell’Aloisianum, organizzata dai gesuiti come casa per confratelli anziani e malati. Nel maggio 2008 esce dapprima in tedesco e poi in moltissime lingue il volume Jerusalemer Nachtgespräche (Conversazioni notturne a Gerusalemme), che raccoglie i colloqui del cardinale con il gesuita austriaco Georg Sporschill. È un confronto a tutto tondo sul rapporto tra Chiesa e mondo contemporaneo. Un anno dopo, nel maggio 2009, chiede a don Damiano Modena, giovane prete di Vallo della Lucania che si era laureato con una tesi sul suo magistero, se è disposto ad accompagnarlo fino alla morte: da settembre, egli gli starà vicino, assieme alla comunità di Gallarate. Il 28 giugno di quell’anno inizia una rubrica mensile sul “Corriere della Sera”, dal titolo Lettere al cardinale: le brevi risposte alle lettere che pongono problemi esistenziali sono sempre efficaci e libere. Nel 2011 esce Il Vescovo, volumetto in cui condensa la sua riflessione sul ruolo, le scelte, i problemi e i rischi del ministero episcopale. Intanto l’ aggravarsi del morbo di Parkinson compromette progressivamente le sue condizioni di salute. Muore a Gallarate il 31 agosto 2012.


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