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Capodanno in Umbria: dalla diretta di Rai Uno alle “casette” dei terremotati

Written by on 01/01/2022

Capodanno in Umbria: dalla diretta di Rai Uno alle “casette” dei terremotati

Soddisfazione in Rai per gli ascolti della diretta da Terni che ha salutato il 2022. A Norcia la storia di una famiglia chiusa con il Covid nei moduli prefabbricati

01/01/2022

Il programma "L'anno che verrà" condotto da Amadeus e in diretta dalle acciaierie di Terni

Il Capodanno umbro quest’anno è stato condiviso con l’Italia intera. Dieci milioni di italiani hanno scelto di brindare al 2022 seguendo L’anno che verrà, lo show di Rai Uno condotto da Amadeus in diretta dalle Acciaierie di Terni: allo scoccare della mezzanotte, con la rete ammiraglia Rai erano sintonizzati 9 milioni 999 mila telespettatori pari al 50.02% di audience, la metà della platea televisiva. In media L’anno che verrà ha raccolto 6 milioni 453 mila spettatori con il 33.3% nella prima parte e 2 milioni 827 mila con il 28.5% nella seconda. 

Coletta (Rai Uno): “Brindisi con Amadeus, uno di famiglia”

“Ancora una volta la gran parte del pubblico ha scelto Rai Uno per aspettare il nuovo anno e salutare quello appena concluso. In 10 milioni (50% di share) si sono ‘dati appuntamento’  a mezzanotte sulla nostra rete per brindare con la spontaneità di Amadeus, vissuto come un familiare, un volto amico che rassicura e sa fare compagnia con leggerezza e sobrietà, senza far troppo rumore”. Sono le parole di soddisfazione del direttore di Rai Uno, Stefano Coletta.

“È  stata una festa che la Rai insieme alla città di Terni e alla Regione Umbria hanno voluto dedicare a tutta la famiglia, con le canzoni italiane di tanti artisti amati trasversalmente, riferimento del passato e del presente, un evento costruito all’interno di una fabbrica, le acciaierie di Terni, simbolo di un Paese – conclude Coletta – che deve continuare a produrre, ad abbracciare la normalità nonostante la pandemia”.

Perugia in tono minore

Capodanno in piazza, ma in tono minore a Perugia, secondo quanto documenta l’agenzia Ansa. Poco prima della mezzanotte le vie del centro storico si sono animate di giovani e famiglie, in particolare in corso Vannucci e in piazza IV Novembre dove si sono stappate bottiglie di spumante e sparati botti. Alcuni fuochi d’artificio hanno illuminato la notte perugina catturando l’attenzione della gente, non tantissima, che ha voluto comunque brindare al 2022. La maggior parte delle persone ha indossato in maniera scrupolosa la mascherina e veri e propri assembramenti, a parte qualche eccezione, non si sono verificati. Diversi locali sono rimasti chiusi. Quelli aperti, in particolare i ristoranti, hanno avuto diverse disdette, raccontano alcuni gestori. I festeggiamenti, soprattutto da parte dei più giovani, sono andati avanti per almeno un paio di ore dopo la mezzanotte. Per ingannare la mancanza del concerto in piazza, c’ è chi ha alzato il volume dello stereo della macchina e si è messo a ballare proprio davanti al palazzo della Regione. Ma senza troppo entusiasmo. 

Pochi i feriti dai “botti”

Capodanno tranquillo, secondo i dati, anche sul fronte dei feriti a causa dei botti di fine anno. Nella Usl Umbria 1, ridotto il numero di accessi ai Pronto soccorso connessi ai festeggiamenti della notte del 31 dicembre. Ne sono stati registrati quattro all’ospedale di Città di Castello, tre ad Assisi, due a Pantalla e nessuno a Branca e Castiglione del Lago. Non c’è stato alcun caso grave. I pazienti sono stati subito dimessi o tenuti sotto osservazione per qualche ora prima di essere rimandati a casa. 

Norcia: Capodanno da positivi e chiusi in modulo Sae

“Capodanno con il Covid e chiusi in casetta, ma abbiamo vissuto momenti peggiori con il terremoto e soprattutto con il primo lockdown”: a raccontarlo all’Ansa è Pamela Guerra, una giovane mamma di Norcia costretta a trascorrere la notte di San Silvestro dentro la propria Sae (Soluzione abitativa in emergenza) insieme ai due figli piccoli e il marito Massimiliano. “Sia io che il mio bimbo Samuel, nato il 24 agosto 2016, giorno della prima grande scossa che distrusse Amatrice, siamo positivi al coronavirus, ma fortunatamente stiamo bene”, racconta Pamela. “Il bimbo non ha avuto proprio alcun sintomo – aggiunge -, mentre io, che sono vaccinata così come mio marito, ho avuto un po’ di febbre un solo giorno. Massimiliano e la piccola Anastasia sono invece risultati negativi al tampone, nonostante qui dentro siamo sempre a contatto per via degli spazi ristretti”. 

“Malgrado questa situazione – racconta ancora la donna – la sera di San Silvestro non ci siamo comunque fatti mancare il cenone a base di lenticchie di Castelluccio e zampone e un primo di pesce. Siamo rinchiusi nella nostra Sae già dalla vigilia di Natale, perché Samuel lo abbiamo scoperto positivo al Covid proprio il 24 dicembre a seguito di un tampone che ci era stato chiesto dalla scuola, altrimenti non lo avremmo saputo probabilmente”, dice ancora Pamela. “Stare rinchiusi per tanti giorni in questo spazio stretto della Sae con due bimbi piccoli non è semplice – sottolinea la donna – ma secondo me è stata più dura durante il primo lockdown e questa emergenza pandemica è stata sicuramente peggiore del terremoto. Il sisma ha fatto crollare le case e tutto il resto, ma ci permetteva di stare insieme e farci forza gli uni con gli altri, il Covid ha distrutto il senso di comunità, ci ha portato a isolarci”.

“Cosa mi auguro dal 2022? Che sia un anno sereno. Ma intanto spero che possiamo tornare quanto prima negativi rispetto al virus e finalmente uscire all’aria aperta”, conclude Pamela.


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