Caccia, da Coldiretti la richiesta al via libera anche fuori dal proprio comune

Written by on 18/11/2020

Caccia, da Coldiretti la richiesta al via libera anche fuori dal proprio comune

Sos cinghiali su semine autunnali, ma sempre nuovi avvistamenti anche in città

18/11/2020

caccia cinghiali coldiretti

Le tracce lasciate dal passaggio dei cinghiali

PERUGIA – Una lettera da parte del presidente di Coldiretti Umbria, Albano Agabiti, indirizzata all’assessore regionale all’agricoltura Roberto Morroni, per sensibilizzare il Governo sulla possibilità di una interpretazione meno restrittive del Dpcm del 3 novembre, per consentire la caccia sull’intero territorio regionale, vista anche l’ “emergenza” cinghiali in Umbria.

Incontrollata proliferazione di animali selvatici

“Specie in questo periodo di emergenza sanitaria, che provoca sofferenze all’intero tessuto produttivo – scrive il presidente Agabiti -, occorre fare il possibile per fermare l’escalation di danni, aggressioni e incidenti che causano purtroppo anche vittime, che sono il risultato dell’incontrollata proliferazione degli animali selvatici, in particolare dei cinghiali, il cui numero in Umbria si stima abbia superato abbondantemente i 100mila esemplari”.  Oltre a mettere a rischio la sicurezza sulle strade e intorno alle abitazioni – ricorda Agabiti -“i cinghiali nella nostra regione continuano a devastare le campagne e le colture, ma a preoccupare sono anche i rischi per la salute provocati dalla diffusione di malattie come la peste suina. Un pericolo denunciato recentemente dalla stessa virologa Ilaria Capua che ha parlato del rischio effetto domino se oltre al coronavirus la peste suina passasse in Italia dagli animali selvatici a quelli allevati”. L’attuale limitazione dell’attività di caccia all’interno del proprio comune, per le regioni ricadenti in ‘zona arancione’, rischia dunque di avere serie ripercussioni sul contrasto alle specie invasive, la difesa dell’agricoltura e la sicurezza delle persone. Oltre otto italiani su 10 (81%) – secondo l’indagine Coldiretti/Ixè – pensano che l’emergenza cinghiali vada affrontata con il ricorso agli abbattimenti, soprattutto incaricando personale specializzato per ridurne il numero. “La proliferazione senza freni dei cinghiali – sottolinea Agabiti – sta mettendo anche a rischio l’equilibrio ambientale di vasti ecosistemi territoriali pure in aree di elevato pregio naturalistico. È necessario quindi – secondo il presidente regionale Coldiretti – nel rispetto delle misure di sicurezza che l’emergenza richiede, attivarsi al più presto per tornare a porre un freno alle devastazioni dei cinghiali su tutto il territorio regionale, scongiurando anche un calo delle attività di controllo e contenimento della fauna selvatica”.

Danni alle semine autunnali

“Occorre oggi più che mai – spiega il direttore Coldiretti Umbria Mario Rossi – difendere le produzioni agroalimentari del territorio, diventate ancora più preziose in questa situazione di emergenza sanitaria, tutelando così un comparto alle prese già con molte difficoltà. Cresce infatti lo scoramento e la frustrazione fra gli imprenditori, che, oltre alla pandemia, sono alle prese con i danni alle semine autunnali provocate dagli animali nocivi, quindi con un conseguente aumento delle spese, pure raddoppiate, al quale non corrisponde nessuna certezza sui futuri raccolti. Proprio per far fronte una volta per tutte ad un problema la cui risoluzione richiede una svolta decisiva – conclude Rossi – da alcuni mesi abbiamo intrapreso un’azione mobilitativa per tutelare imprese e collettività richiedendo misure straordinarie ed eccezionali e il ricorso ad ogni sistema possibile, tra cui quello per rafforzare il controllo della specie cinghiale tramite trappolamento”.

Sempre più segnalazioni da parte di cittadini

Gli avvistamenti di cinghiali nei centri abitati sono sempre più frequenti. A Perugia, in particolare, nelle ultime settimane sono stati notati diversi branchi di cinghiali aggirarsi tra i quartieri di Ponte d’Oddi, Montegrillo e San Marco. Episodi non nuovi nella zona, ma che iniziano a ripetersi con frequenza preoccupante. Già a marzo, durante il lockdown, erano state fatte segnalazioni alle istituzioni circa la presenza degli animali che “pascolavano” in libertà sotto alcune palazzine della zona. Ad oggi, almeno altri quattro avvistamenti sono stati segnalati dai cittadini, anche tramite i social e sui giornali, che denunciano la presenza degli animali anche in zone frequentate da bambini. Sull’ultimo numero del settimanale La Voce, la lettera di alcuni residenti (I Boscioli di via Ruini) che da diversi mesi, durante la fase due dell’emergenza e nel pieno rispetto delle misure anti-contagio, si prendono cura del verde pubblico del quartiere. “Il giusto compromesso tra città e campagna. Quando abbiamo deciso di venire a vivere in questa zona verde di Perugia – scrivono i Boscaioli -, mai avremmo pensato di portare a spasso il cane e incappare in un branco di 10-15 cinghiali che ci corre incontro come se fossimo in mezzo ad un bosco. Se fosse un episodio singolo farebbe anche ridere, ma purtroppo le segnalazioni iniziano ad essere diverse”. Non appena cala il buio, si legge nella lettera, i cinghiali iniziano a risalire dalla zona di Santa Lucia in direzione del parco di Montegrillo. “Come residenti abbiamo provveduto a fare segnalazioni alla polizia provinciale, ma pensiamo che per la situazione attuale occorrano soluzioni concrete ed efficaci.
Firmato I Boscaioli di via Ruini”.

Le foto inviate dai residenti


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