Biomedical cluster of Umbria: una rete innovativa in ambito sanitario

Written by on 17/03/2021

Biomedical cluster of Umbria: una rete innovativa in ambito sanitario

Un progetto per sviluppare soluzioni per la salute e il benessere della persona

17/03/2021

Gianluigi Angelantoni, coordinatore del progetto 'Biomedical cluster of Umbria'

Gianluigi Angelantoni, coordinatore del progetto 'Biomedical cluster of Umbria'

PERUGIA- Biomedical cluster of Umbria, una rete per sviluppare soluzioni innovative in ambito sanitario, è il progetto che nasce dall’accordo tra trentaquattro aziende umbre produttrici di beni e servizi per la sanità, l’Università degli Studi di Perugia, Centri di Ricerca del territorio e strutture sanitarie pubbliche e private. Un nuovo cluster, per la creazione di prodotti per la salute e il benessere, anche in un’ottica di economia circolare, frutto di un gruppo di lavoro coordinato dal Cavaliere del Lavoro Gianluigi Angelantoni e che ha visto la partecipazione degli imprenditori Luca Bonadies (Rpa srl) e Mariano Gattafoni (Btree srl) e il supporto dell’Osservatorio per la Terza Missione dell’Università di Perugia di cui è Delegato il professor Gabriele Cruciani.

Tale progetto amplia e rinnova le funzioni del Polo Biomedicale e si muoverà nell’ambito del sistema di Confindustria Umbria che ne curerà l’attività organizzativa.

La nuova entità sarà costituita formalmente nei prossimi giorni cui seguirà l’Assemblea che delibererà l’elezione del Presidente e degli organi direttivi.

I molteplici obiettivi del progetto Biomedical cluster of Umbria, saranno raggiunti attraverso un confronto e una collaborazione stabile tra il mondo produttivo e quello della ricerca, che sarà presente nel cluster attraverso un apposito Comitato Scientifico, con particolare attenzione al trasferimento tecnologico, ai progetti comuni di ricerca e in generale alla realizzazione del piano strategico del cluster.

Migliorare la cura e il benessere della persona

Si va dalla progettazione di nuovi prodotti, modelli e soluzioni per migliorare la cura e il benessere della persona fino allo sviluppo di sistemi diagnostici e terapie sempre più accurati e meno invasivi. Inoltre, rappresenta un’occasione per sviluppare relazioni, per realizzare in sinergia attività di ricerca, sviluppo e sperimentazione, per sfruttare in un’ottica di rete le possibilità di promozione in Italia e all’estero.

“Il biomedicale -spiega Gianluigi Angelantoni, Presidente del Gruppo Angelantoni e Vice presidente di Confindustria Umbria- è un settore economico che, più di altri, realizza innovazioni capaci di avere un effetto diretto sulla salute e sulla qualità della vita dei cittadini, come anche dimostrato nell’ attuale emergenza da Covid-19.

Queste innovazioni sono il frutto di una costante attività di trasferimento tecnologico, dai Centri del sapere ai Centri del fare, che sarà una delle attività strategiche del costituendo cluster.

Le scoperte scientifiche, le nuove tecnologie, il capitale umano di ricercatori e tecnici, danno origine a ricadute positive in ambito economico e sociale.

Puntiamo, quindi, molto su un deciso sviluppo dell’industria biomedicale in Umbria, un’industria rispettosa dell’ambiente, che crea reddito e occupazione e che troverà, proprio nelle linee del Recovery Fund, numerose occasioni di finanziamento”.


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