Bidella muore di Covid, il nipote denuncia la scuola per mancato rispetto dei protocolli

Written by on 13/06/2021

Bidella muore di Covid, il nipote denuncia la scuola per mancato rispetto dei protocolli

La donna, 53 anni, aveva contratto la malattia in una scuola dell'infanzia di Deruta

13/06/2021

Covid

DERUTA – Omicidio colposo causato dal mancato rispetto dei protocolli ministeriali. È la denuncia presentata alla Procura di Spoleto da Emanuele Placidi nipote di una bidella, Katya Zengarini, morta lo scorso 4 maggio a 53 anni a causa del Covid contratto nella scuola dell’Infanzia di Deruta, in provincia di Perugia, dove lavorava. Il trentenne conviveva con la vittima. Nell’esposto, depositato dall’avvocato Giuseppe Caforio, legale della parente della vittima – secondo quanto riportato dalla Nazione Umbria e poi da altre testate – viene ricostruito l’intero iter della vicenda: in particolare, dopo la positività al Covid di una insegnante, la dirigente decise di chiudere solo una sezione ma non dispose alcun provvedimenti nei confronti del personale Ata, tra cui appunto la Zengarini e un’altra collega. Non sarebbero state ritenute “contatto” di caso positivo e quindi continuarono ad andare al lavoro, occupandosi anche di sanificare gli ambienti in cui aveva lavorato l’insegnante contagiata. Quando invece – ritiene la famiglia – entrambe le lavoratrici sarebbero dovute essere sottoposte alla quarantena in osservanza al “Protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del Covid-19”. Nell’esposto la difesa qualifica il caso come infortunio sul lavoro, come sancito anche dal Cura Italia e dalle stesse circolari Inail e imputa al datore di lavoro – la dirigente scolastica e lo stesso ministero – la responsabilità perché “contravvenendo agli obblighi di tutela del lavoratore ha violato le disposizioni della normativa emergenziale nonché i protocolli di intesa elaborati dalle istituzioni governative per la ripresa delle attività scolastiche e le misure da adottare nel caso di positività di un soggetto al virus Covid-19”. “Aveva soltanto me – racconta oggi il nipote trentenne sulle pagine locali del Messaggero – ed è per tutelare il suo ricordo che ho denunciato. Non cerco colpevoli, se c’è stata qualche negligenza non spetta a me indicarli. Avere giustizia non cambierà la mia perdita. Ma voglio tutelare il suo ricordo. Di una donna conosciuta e benvoluta da tutti”.


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