Anche il Teatro Ronconi di Gubbio avrà il suo ‘Avanprogramma’

Written by on 13/10/2020

Anche il Teatro Ronconi di Gubbio avrà il suo ‘Avanprogramma’

Due appuntamenti dalla fine di novembre ai primi di dicembre, tra classicità e contemporaneità

13/10/2020

Una scena di 'Regalo di Natale' nell'allestimento del regista Marcello Cotugno

GUBBIO- Un Avanprogramma, è quanto propone lo Stabile dell’Umbria anche per la Stagione di Prosa al Teatro Ronconi di Gubbio. L’emergenza sanitaria da Covid 19, non ferma l’attività del TSU che dopo aver presentato un analogo programma anche per il Morlacchi di Perugia e per il Secci di Terni (oltre che tre nuove produzioni che hanno debuttato alla Biennale Venezia Teatro), propone una prima parte di cartellone anche al Teatro Comunale di Gubbio.

Due appuntamenti dalla fine di novembre ai primi di dicembre, tra classicità e contemporaneità Ad aprire il cartellone,  martedì 24 e mercoledì 25 novembre sarà Regalo di Natale uno dei più belli e avvincenti film di Pupi Avati, nella versione teatrale realizzata dal regista Marcello Cotugno, con protagonisti Gigio Alberti, Giovanni Esposito, Valerio Santoro, Gennaro Di Biase e Fulvio Pepe. Quattro amici di vecchia data, Lele, Ugo, Stefano e Franco, si ritrovano la notte di Natale per giocare una partita di poker. Con loro vi è anche il misterioso avvocato Santelia, un uomo sulla sessantina, ricco e ingenuo. I soldi facili sono la chimera inseguita dai nostri protagonisti, in un crescendo di tensione che ci rivela, mano dopo mano, come al tavolo verde questi uomini si stiano giocando ben più di una manciata di fiches. Originariamente ambientata negli anni ‘80 (ne erano indimenticabili interpreti Carlo Delle Piane, Diego Abatantuono, Gianni Cavina, Alessandro Haber, George Eastman), la vicenda è stata trasposta nel 2008, anno in cui la crisi economica globale si è abbattuta sull’Europa segnando profondamente la società italiana.

Il secondo appuntamento al Teatro Ronconi, sarà, invece, affidato a Liv Ferracchiati che porterà sul palcoscenico il suo La tragedia è finità, Platonov, tratto dall’omonimo testo di Anton Checov, recentemente premiato dai giornalisti stranieri come migliore alla Biennale Teatro di Venezia.

Liv Ferracchiati è un artista umbro che il Teatro Stabile ha sostenuto fin dai suoi brillanti esordi -spiega il direttore artistico del TSU, Nino Marino– producendo i suoi spettacoli e accompagnandolo nella sua crescita artistica. La menzione della Biennale testimonia l’importanza del ruolo delle istituzioni culturali nell’incoraggiare e offrire opportunità ai giovani talenti, così da consentire loro il maturare una propria solidità poetica e dunque dare un contributo al rinnovo della straordinaria tradizione culturale del nostro Paese. Mi rende particolarmente felice che la menzione arrivi a un artista che si è distinto in primo luogo per il suo lavoro di drammaturgo. Il Teatro Stabile dell’Umbria, ha sempre considerato la promozione della drammaturgia contemporanea una delle proprie mission fondamentali, ritenendola strumento imprescindibile per la costruzione di una narrazione del presente e lente preziosa per una più profonda lettura della realtà”.


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