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Allarme Confartigianato: nel sommerso 3,2 milioni di irregolari

Written by on 06/05/2022

Allarme Confartigianato: nel sommerso 3,2 milioni di irregolari

Al via campagna nazionale antiabusivismo

06/05/2022

Una delle vignette della campagna di Confartigianato

3,2 milioni di pericolosi ‘fantasmi’ si aggirano per l’Italia: sono i lavoratori irregolari e gli
operatori abusivi che popolano il sommerso, quel mondo parallelo che ‘vale’ 202,9 miliardi di
euro e rappresenta l’11,3% del Pil e il 12,6% del valore aggiunto, in cui non esistono regole e che
produce danni ingenti alle imprese, alla sicurezza dei consumatori, alle casse dello Stato.
Per numero di ‘occupati’, 3,2 milioni di irregolari, il sommerso è il terzo settore più
numeroso dell’economia italiana, preceduto dai servizi, che contano 16,3 milioni di addetti, e dal
manifatturiero (4 milioni di addetti).

Lo studio di Confartigianato

A denunciare le cifre del fenomeno è uno studio di Confartigianato che lancia l’allarme
sulla minaccia del sommerso per le attività dei piccoli imprenditori. Sono infatti 709.959 le
aziende italiane maggiormente esposte alla concorrenza sleale ad opera di 1 milione di operatori
abusivi che si spacciano per imprenditori, ma che di regolare non hanno nulla. E’ irregolare il 14%
dei soggetti che svolgono attività indipendente e questa quota è aumentata di 0,6 punti
percentuali rispetto al 2011.

Le imprese a maggiore infiltrazione abusiva

In particolare, i rischi maggiori di infiltrazione abusiva li corrono 587.523 imprese artigiane,
soprattutto nei settori dell’edilizia, dell’acconciatura ed estetica, dell’autoriparazione,
dell’impiantistica, della riparazione di beni personali e per la casa, del trasporto taxi, della cura del verde, della comunicazione, dei traslochi.

Abusivismo e lavoro sommerso non risparmiano nessuna regione d’Italia, ma il Mezzogiorno ha il record negativo con il tasso di lavoro irregolare sull’occupazione totale pari al 17,5%, mentre il Centro Nord si attesta sul 10,7% e il Nord Est si ferma al 9,2%. Maglia nera per la Calabria, dove non è regolare un quinto (21,5%) degli occupati della regione, seguita da Campania (18,7%), Sicilia (18,5%), Puglia (15,9%), Molise (15,8%) e Sardegna (15,3%). Il tasso più basso di lavoro irregolare sul totale degli occupati (8,4%) si registra nella Provincia autonoma di Bolzano.

Al Nord il maggior numero di abusivi

Ma – secondo le stime contenute nell’analisi di Confartigianato – è nel Nord che si annida il
maggior numero di abusivi che si fingono imprenditori. La classifica regionale vede infatti in testa la Lombardia dove l’economia sommersa ne ‘arruola’ 130.800. Seguono la Campania (121.200), il
Lazio (111.500), Sicilia (95.600) e Puglia (78.100). A livello provinciale, Roma batte tutti con 84.000
abusivi, seguita da Napoli (59.500), Milano (47.400), Torino (30.600), Salerno (26.100).

Il presidente di Confartigianato Marco Granelli chiede “tolleranza zero per un fenomeno
che sottrae lavoro e reddito ai piccoli imprenditori e risorse finanziarie allo Stato, oltre a
minacciare la sicurezza e la salute dei consumatori”.

Campagna Confartigianato “Occhio ai furbi”

Confartigianato ha lanciato una campagna nazionale di informazione contro
l’abusivismo dal titolo ‘Occhio ai furbi! Mettetevi solo in buone mani’. Tre gli obiettivi
dell’iniziativa: mettere in guardia i consumatori dal rischio di cadere nelle mani di operatori
improvvisati, valorizzare qualità, durata, rispetto delle norme, convenienza e sicurezza del lavoro
dei veri artigiani, richiamare le Autorità ad un’azione di controllo e repressione e di contrasto
all’evasione fiscale e contributiva


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