Agriturismi pronti a ripartire in vista della prossima riapertura

Written by on 24/04/2021

Agriturismi pronti a ripartire in vista della prossima riapertura

La possibilità di riaprire sfruttando gli spazi all'aperto come primo passo in avanti, dopo mesi di limitazioni che hanno danneggiato il settore. E' quanto ribadiscono Coldiretti e Cia Umbria

24/04/2021

Agriturismi pronti a ripartire in vista della prossima riapertura

Agriturismi pronti a ripartire in vista della prossima riapertura

PERUGIA- Agriturismi pronti a ripartire in Umbria in vista della prossima riapertura all’aperto del settore della ristorazione dal 26 aprile. Una realtà, che nella nostra regione conta circa duemila strutture con alloggio. Dopo mesi di fermo totale e perdite per oltre 1,2 miliardi di euro dall’inizio della pandemia, con il ritorno delle zone gialle, si potrà tornare a tavola all’aperto nelle aziende ricettive agricole.

Una misura attesa dopo mesi di limitazioni che hanno tagliato pesantemente gli operatori.

“Un periodo -spiega Elena Tortoioli, presidente di Terranostra Umbria, l’associazione che raggruppa gli agriturismi della rete di Campagna Amica di Coldiretti– che ha visto comunque le aziende agricole reagire con un forte spirito di adattamento e resilienza. Una fase, che ci ha spinto  a supportare con forza gli imprenditori, cercando di snellire i loro carichi burocratici, per assicurargli adeguati ristori, per programmare insieme la ripartenza, senza tralasciare la formazione. Con l’emergenza, abbiamo dovuto cambiare strategia e operatività, ed è forte la volontà di ripartire di un comparto che in Umbria può contare su 1373 strutture con 23.862 posti letto e 13.654 a tavola.

La possibilità di riaprire le attività di ristorazione sfruttando gli spazi all’aperto rappresenta per gli agriturismi umbri un primo passo in avanti, visto che possono contare su ampie aree all’esterno per assicurare il necessario distanziamento a tavola”.

Le riaperture sono indicate come priorità da quasi un italiano su tre (30%) che desidera tornare in pub, ristoranti e agriturismi per trascorrere momenti conviviali a tavola insieme a parenti e amici, secondo un sondaggio condotto on line sul sito www.coldiretti.it.

“Consentire la riapertura dei ristoranti a pranzo e cena per chi ha spazio esterno è un beneficio -precisa Elisa Polverini segretario regionale Terranostra- che si trasferisce a cascata sull’intera filiera con 1,1 milioni di tonnellate di cibi e vini invenduti dall’inizio della pandemia. Al danno economico ed occupazionale si aggiunge il rischio di estinzione per moltissime specialità dell’enogastronomia locale, dai formaggi ai salumi fino ai dolci, per la mancanza di sbocchi di mercato per l’assenza di turisti e la chiusura di ristoranti e agriturismi dove le tradizioni dai campi alla tavola sono tramandate da secoli.

Come Terranostra, prosegue la nostra azione a supporto del settore: l’obiettivo è quello di non disperdere questo presidio di servizi sul territorio volano del turismo di qualità, della cultura dell’ospitalità rurale e di cibi e territori inconfondibili. Viste anche le difficoltà e sofferenze accumulate da oltre un anno, non fermeremo il nostro lavoro e la nostra interlocuzione con le pubbliche amministrazioni, finché le giuste aspirazioni economiche e progettuali delle imprese non troveranno soddisfazione. L’agriturismo -conclude il segretario regionale Polverini- svolge pure un ruolo centrale per la vacanza made in Italy post covid, perché contribuisce in modo determinante al turismo di prossimità nelle campagne dove le distanze si misurano in ettari e non in metri”.

 

Ma le limitazioni sugli orari serali potrebbero pregiudicare la piena ripartenza del settore. Questa è la preoccupazione espressa da Cia-Agricoltori Italiani e Cia Umbria. Purtroppo, le scelte sull’orario serale penalizzano fortemente le strutture agrituristiche, visto che la distanza dalle aree urbane e metropolitane rende quasi impossibile la cena e il ritorno a casa entro le ore 22. Ecco perché, se la curva dei contagi proseguirà la sua discesa, anche grazie al buon andamento della campagna vaccinale, Cia chiede alle istituzioni di prevedere già a metà maggio un allungamento degli orari di apertura serali.

“La situazione in cui versano gli agriturismi in Italia è drammaticamente nota -ricorda il presidente nazionale Dino Scanavino- È uno dei comparti più colpiti dagli effetti del Covid, nonostante si tratti di strutture in campagna, spesso in località isolate, con ampi spazi all’aperto per la ristorazione, in cui si può garantire facilmente il distanziamento adeguato tra clienti. Per questo, ora il settore deve poter ricominciare a lavorare appieno, in vista dell’estate e di un rilancio del turismo, anche rurale”.

A questo, si aggiunge l’appello alla Regione Umbria del presidente Cia regionale, Matteo Bartolini.

“Sarebbe utile e di buon senso -afferma- che il Governo locale riproponesse il bando dello scorso settembre, per dare in maniera forfettaria aiuti economici agli agriturismi e alle fattorie didattiche. indennizzi che servono per attutire in piccola parte le perdite subite nelle festività totalmente cancellate, con prenotazioni zero sia a Natale dello scorso anno che a Pasqua 2021.

Così come il Governo centrale sta facendo con i Decreti Ristori e Sostegni, chiediamo che anche quello regionale si attivi subito per supportare gli operatori economici del settore turistico-ricettivo in questa complicata fase di ripartenza”.


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