Agricoltura, allarme di Coldiretti Umbria per l’aumento dei costi di produzione

Written by on 26/10/2021

Agricoltura, allarme di Coldiretti Umbria per l’aumento dei costi di produzione

Lo sottolineano il direttore Mario Rossi e il presidente Albano Agabiti, spiegando che è dovuto all'effetto dei rincari delle materie prime che fanno quasi raddoppiare la spesa per le semine

26/10/2021

Agricoltura-Umbria

Agricoltura, allarme di Coldiretti Umbria per l'aumento dei costi di produzione

Dai campi alle stalle si impennano i costi di produzione in agricoltura per effetto dei rincari delle materie prime che fanno quasi raddoppiare la spesa per le semine.

È quanto emerge da un’analisi della Coldiretti, che lancia l’allarme per la tenuta dei bilanci delle aziende e per le forniture alimentari in settori deficitari, dal grano alla carne fino al latte.

“Con l’avvio delle operazioni colturali autunnali gli agricoltori -sottolinea Mario Rossi direttore Coldiretti Umbria– sono costretti ad affrontare rincari fino al cinquanta per cento per il gasolio necessario per le operazioni colturali che comprendono l’estirpatura, la rullatura, la semina e la concimazione”.

Il rincaro dei costi energetici, riguarda anche il riscaldamento delle serre per fiori e ortaggi, come pure i costi per l’acquisto dei fertilizzanti, delle macchine agricole e dei pezzi di ricambio.

“Il rincaro dei carburanti e delle materie prime -conferma Luca Grasselli titolare di un’azienda agricola e agrituristica alle porte di Perugia-sta creando problemi e preoccupazioni nelle campagne, producendo un doppio effetto negativo sia dal lato della produzione che per la spesa delle famiglie.

Se l’anno scorso infatti seminare un ettaro costava all’incirca trecentocinquanta euro quest’anno si arriva anche a seicento”.

Senza dimenticare gli imballaggi, dalla plastica all’acciaio, dal vetro fino al legno e alla carta con aumenti dei listini che incidono su diverse filiere, dalle confezioni di latte, alle bottiglie per succhi e passate, alle retine per gli agrumi ai barattoli smaltati per i legumi fino ai vasetti per i fiori.

L’emergenza Covid ha innescato un cortocircuito sul fronte delle materie prime con rincari insostenibili per l’alimentazione degli animali nelle stalle dove è necessario adeguare i compensi riconosciuti agli allevatori per il latte e la carne. Infatti, le quotazioni dei principali elementi della dieta degli animali, dal mais alla soia, sono schizzati su massimi che non si vedevano da anni con il rischio di perdere capacità produttiva in un Paese come l’Italia che è fortemente deficitaria per i prodotti zootecnici. Pandemia, che ha innescato nel settore dell’agricoltura un cortocircuito anche sul fronte dei costi di trasporto con il rincaro di noli marittimi e costi dei container arrivati ai massimi livelli con pesanti ingorghi e ritardi.

“Su questo scenario -ribadisce il presidente della Coldiretti Umbria Albano Agabiti- pesa il deficit logistico italiano per la carenza o la totale assenza di infrastrutture per il trasporto merci che costa al nostro Paese oltre tredici miliardi di euro con un gap che penalizza il sistema economico nazionale rispetto agli altri Paesi dell’Unione Europea.

In gioco c’è il futuro dell’agricoltura italiana -conclude Agabiti- nel sottolineare come l’impennata dei costi si verifica in una situazione in cui con la pandemia da Covid si è aperto uno scenario di riduzione degli scambi commerciali, accaparramenti, speculazioni e incertezza che spinge la corsa dei singoli Stati ai beni essenziali per conquistare l’autosufficienza produttiva nei settori strategici per garantire l’alimentazione delle popolazione”.

 


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