Acque minerali, i sindacati manifestano in piazza a Perugia

Written by on 06/04/2021

Acque minerali, i sindacati manifestano in piazza a Perugia

Lavoratori stamani davanti a Palazzo Cesaroni, contro una "legge che svuota il lavoro”

06/04/2021

i lavoratori del comparto acque minerali in piazza a Perugia

I lavoratori del comparto acque minerali in piazza a Perugia

PERUGIA- Una legge che non mette al centro il lavoro e la sua tutela, ma che, anzi, rischia di compromettere il futuro di un settore strategico per l’Umbria come quello delle acque minerali. Sono queste le preoccupazioni che hanno portato stamattina Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil, insieme a una rappresentanza di lavoratrici e lavoratori del settore, a manifestare in piazza Italia a Perugia, sotto il Consiglio regionale, denunciando in particolare il mancato ascolto da parte della Regione delle istanze portate dal sindacato, che ha prodotto una legge che, secondo Cgil, Cisl e Uil, rischia di svuotare il lavoro. Le criticità, secondo il sindacato, sono molteplici: prima di tutto, i meccanismi di assegnazione delle concessioni previsti risultano lacunosi e incompleti.

“Specificatamente -affermano Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil- l’iter riguardante il subentro di un nuovo concessionario, non prevede una vera e propria clausola sociale, che protegga il lavoro nell’eventualità di cambi di appalto e concessione.
E poi servivano garanzie reali sul rispetto degli accordi sottoscritti tra Regione, sindacato e aziende concessionarie, per non ripetere casi come quello della Sangemini, in cui i venti milioni di investimenti previsti sono rimasti sulla carta senza conseguenze sulla concessione”.

I sindacati, in oltre un mese di confronto con la Regione, avevano avanzato proposte e suggerito emendamenti a difesa dell’occupazione, per scoraggiare chi non ha intenzione di investire seriamente sul territorio.

“Il criterio della promozione e della salvaguardia di tutta l’occupazione nel rispetto dei contratti nazionali di riferimento doveva essere considerato un aspetto primario nella definizione di eventuali requisiti di assegnazione, proprio in considerazione del carattere pubblico del bene oggetto della concessione. Invece, siamo di fronte all’ennesima occasione sprecata per valorizzare il nostro territorio e i suoi prodotti, considerato che le acque umbre si distinguono sul mercato da oltre cento anni”.

La mobilitazione dei sindacati di oggi è solo una prima tappa del percorso
“Continueremo a manifestare insieme a lavoratrici e lavoratori del settore acque minerali -concludono- per avere risposte concrete su questi nodi fondamentali”.

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