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25 aprile. Parole di pace e storie di libertà

Written by on 25/04/2022

25 aprile. Parole di pace e storie di libertà

25/04/2022

Le celebrazioni del 25 aprile 2022 a Città di Castello

Le celebrazioni del 25 aprile 2022 a Città di Castello

Il 25 aprile l’Italia celebra l’anniversario della liberazione dal nazifascismo e quindi la parola “libertà” in questa occasione è la più significativa. Quest’anno poi, alla luce del conflitto in Ucraina, questa parola, insieme a “pace” si carica ancor più di significato.

Le celebrazioni a Perugia con la presidente Tesei

La città di Perugia ha festeggiato il giorno della Liberazione con celebrazioni che, vista la cessazione dello stato di emergenza sanitaria, si sono svolte secondo il consueto programma prendendo le mosse dal civico cimitero. Erano presenti, fra gli altri, la presidente della Regione, Donatella Tesei, il sindaco di Perugia, Andrea Romizi, il prefetto, il questore, i vertici di forze dell’ ordine e polizia locale, le associazioni combattentistiche, la sezione dell’ Anpi Bonfigli Tomovic di Perugia e numerosi cittadini. Nel civico cimitero ha avuto luogo la deposizione di corone e fiori al monumento ai Caduti e sulle tombe delle Medaglie d’ Oro della Resistenza e di personaggi illustri. In Borgo XX Giugno si è poi svolta la commemorazione dei patrioti fucilati dai nazifascisti nel 1944. Il sindaco di Perugia ha aperto il suo discorso con un ricordo di David Sassoli, il quale tre anni fa era intervenuto nel capoluogo umbro in qualità di vicepresidente del Parlamento europeo proprio in occasione dei festeggiamenti del 25 aprile davanti alla lapide di Borgo XX Giugno che ricorda il sacrificio di Mario Grecchi e di altri otto giovani partigiani. Sono state inoltre ricordate le storie di eroismo di uomini e donne che a livello locale hanno messo in gioco la loro vita per la libertà, inclusa quella di don Ottavio Posta, sacerdote di Passignano sul Trasimeno, annoverato fra i Giusti tra le Nazioni per la sua azione a favore di decine di ebrei durante la seconda guerra mondiale. Richiamate anche la difficile situazione internazionale e le sofferenze causate dalla guerra in corso, che ha comportato a livello locale l’ accoglienza di più di 2mila cittadini ucraini. La parola è poi passata a Mirella Alloisio, partigiana ultranovantenne inserita nell’ Albo d’ oro della città, che ha ringraziato tutti coloro a cui si deve il patrimonio rappresentato dalla Costituzione italiana, riferimento imprescindibile – ha sottolineato – soprattutto in questo periodo di guerra. Alloisio ha auspicato che il 25 aprile sia l’ inizio di un lavoro quotidiano per difendere la pace, senza la quale anche la democrazia è in pericolo. Le celebrazioni si sono concluse in via Masi con la deposizione di una corona di alloro al Monumento dell’ Ara Pacis in memoria di tutti i Caduti in guerra. In occasione della festa della Liberazione, il Comune di Perugia ha organizzato, in collaborazione con l’ Anpi Bonfigli Tomovic e l’ Itet “Aldo Capitini”, un evento teatrale dal titolo “L’ isola degli Uomini – l’ innocenza, la guerra e quelle persone da salvare” di e con Stefano Baffetti, rivolto agli studenti delle scuole secondarie superiori. Appuntamento domani, 26 aprile, all’ auditorium dell’ Istituto.

“Più che mai, proprio in questi giorni in cui l’ eco assordante della guerra giunge sino a noi, ricordiamo e festeggiamo i valori di Libertà e di Pace che il 25 aprile porta con sé”. È quanto ha affermato la presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, in occasione della Festa della Liberazione. “Quello che sta accadendo, a poca distanza, ci fa capire ancor di più – rileva -, anche a chi ha solo letto sui libri la nostra storia, quanto la liberazione dell’ Italia sia stato evento fondamentale per tutti noi. La Democrazia, la Pace, la Libertà, tutte rigorosamente con la lettera maiuscola, vengono spesso date per scontate, ma la storia, passata e purtroppo presente, ci insegna che non è così. La guerra che sta coinvolgendo territori europei e tutte le guerre che ogni giorno si combattono nel mondo, anche nel silenzio mediatico, ci fanno capire – conclude la presidente – la ricchezza che risiede nella Libertà, e la nostra capacità di ricordare, così come facciamo oggi, può e deve essere antidoto ai soprusi, moto a favore della Democrazia”.

 

Le parole della capogruppo Pd Meloni

“Il rifiuto di ogni forma di sopraffazione totalitaria, la consapevolezza dell’ importanza della democrazia, il rispetto della dignità umana, il rifiuto di ogni razzismo e la fedeltà ai propri ideali di libertà, sono i valori ricevuti in dote dalla Liberazione. Per questo è importante celebrare questo 25 Aprile nel nome della pace, della solidarietà e della resistenza, perché sono l’ antidoto all’ atrocità di ogni guerra”. Lo afferma la capogruppo Pd nell’ Assemblea legislativa dell’ Umbria, Simona Meloni. “La senatrice Liliana Segre – prosegue – ci ha ricordato che oggi sarà impossibile intonare ”Bella Ciao” senza rivolgere un pensiero al popolo ucraino che, due mesi fa, si è svegliato e ha ‘trovato l’ invasor’ . Stiamo assistendo, con profonda angoscia, al dramma di un conflitto che si sta consumando alle porte dell’ Europa e che dimostra come la pace non sia un fatto scontato, ma una conquista quotidiana che non si ottiene restando indifferenti o cedendo agli aggressori, ma garantendo una convivenza tra i popoli basata sul diritto e sul rispetto reciproco. Per questo motivo, oggi più che mai, c’ è bisogno di onorare i valori della resistenza e dell’ antifascismo, in ricordo di quanti, anche nel nostro Paese, hanno sacrificato la propria vita in nome della libertà e della democrazia”.

 

A Città di Castello la bici simbolo della fuga di Carlo Rossi dal lager

Ha partecipato alle celebrazioni del 25 aprile di Città di Castello, in sella ad una vecchia bicicletta, anche il tifernate Paolo Rossi, figlio di Carlo Rossi, che nel maggio del ‘ 44 fu deportato dai nazisti attraverso un doloroso peregrinare fra i fili spinati dei campi di concentramento. Dopo un anno di stenti e tribolazioni, nell’ agosto del 1945, tramite mezzi improvvisati e per piccoli tratti in treno giunse a Bolzano ed ebbe la fortuna di recuperare una vecchia bicicletta, in sella alla quale, dopo un mese riuscì a tornare a casa dalla propria famiglia che ormai non sperava più di vederlo sano e salvo. Una vecchia bici nera simbolo della libertà che ancora oggi è funzionante e con la quale tutte le domeniche fino al 2002, Carlo Rossi (morto all’ età di 86 anni) andò a messa. La storia drammatica di Carlo, della fuga verso la libertà in sella alla bici nera che il destino gli ha fatto trovare nel posto giusto e al momento giusto è stata una dei simboli – ricorda il Comune tifernate – della Giornata della memoria lo scorso gennaio che gli è valsa la medaglia d’ onore concessa dal presidente della Repubblica attraverso il prefetto di Perugia, Armando Gradone. “Essere qui oggi, come sempre – ha detto il figlio Paolo – è solo un piccolo ma doveroso gesto per rendere omaggio ad un uomo, come tanti, che ha pagato il prezzo della crudeltà altrui ma che non ha mai perso la speranza di vivere e la voglia di raccontare regalandoci emozioni, trasmettendo valori e ideali che condividiamo insieme oggi più che mai nella giornata simbolo di quella dolorosa parentesi della nostra storia”.

 


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